Case Roma, un venerdì di sfratti

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Dopo la breve pausa estiva riprendono gli sfratti in tutta la città. Oggi toccherà a otto famiglie residenti nel Municipio VIII (ex XI). Quattro vivono in case della Fondazione ENPAIA (l’ex Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in agricoltura),  che sta procedendo alla dismissione o all’aumento  cospicuo dei canoni d’affittato degli appartamenti. Da stamattina l’Unione Inquilini, con il sostegno di un gruppo di cittadini, sta presidiando l’area della Montagnola per fermare l’azione dei vigili. «Con la crisi economica che morde, con l’aumento del numero di cittadini il cui reddito è al di sotto della soglia di povertà, nella città con uno dei costi medi per gli affitti e per l’acquisto delle abitazioni più alto, si prospetta un ulteriore aggravamento di un’emergenza abitativa già senza precedenti – dichiara Andrea Catarci, presidente del Municipio Roma VIII (ex XI). In luogo degli sgomberi forzosi, urge aprire un tavolo di discussione tra le Istituzioni nazionale e locali, le Fondazioni e i rappresentanti dei proprietari, i sindacati, i movimenti e i rappresentanti degli inquilini, per definire un percorso di uscita dalla crisi. E’ urgente procedere ad una moratoria di tutti gli sfratti e in particolar modo di quelli degli ex Enti Previdenziali». LEGGI ANCHE: Case popolari Roma, via l’ex di Renata Polverini Particolare il caso di una famiglia residente in via Primo Carnera, composta da una ragazza madre, la nonna e la figlia, che ora rischiano di rimanere in strada perchè non possono sostenere la richiesta di un aumento del canone di affitto. Si parla di un incremento che arriva a sfiorare anche il triplo. Chi pagava prima 600 euro in media per un appartamento di 65 metri quadri ora dovrà sborsare fino a 1.600 euro. Una cifra insostenibile per chi ha un solo reddito. Diverse le storie in via Antoniotto Usodimare, via delle Trasfigurazioni, via Badia di Cava e via Ignazio Guidi dove gli inquilini ivi residenti non riescono più a pagare orami da mesi. Intanto dal Comune parte la guerra ai furbetti delle case popolari. Ieri a San Saba  è stato liberato un villino di due piani per 140 metri quadri abitato senza titolo da tre donne che non hanno mai versato neppure un euro di canone. L’assessore alla Casa Daniele Ozzimo ha già predisposto un piano di intervento insieme alla questura. Obiettivo riassegnare mille appartamenti. Ma intanto che ne sarà di questa povera gente? Carmine Seta