San Giovanni, addio agli alberi. Scatta il presidio contro il cantiere della Metro C (GUARDA LE FOTO)

0
63
 

Un intero quartiere in rivolta contro il taglio degli alberi in via Sannio e viale Ipponio. Oggi nuovo presidio delle associazioni Il Polio Verde, Salviamo il paesaggio, Comitato San Giovanni e Comitato di Porta Asinara nell'area del cantiere. Non sono mancati momenti di tensione. Alcuni manifestanti sarebbero stati identificati anche dalla polizia. Evidentemente la loro presenza non era gradita a qualcuno.

I cittadini vogliono vederci chiaro. Nessuna risposta «convincente» è arrivata ieri sera dal vertice in Assessorato all'Ambiente dove erano presenti rappresentanti di Metro C, Roma Metropolitane, oltre a funzionari del Campidoglio. Il nodo resta sempre il tema dei permessi accordati dagli enti preposti. Per la direzione dei lavori sarebbe tutto a posto. I comitati insistono invece sul fatto che mancherebbe ancora il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici.«Il direttore del Servizio Giardini ha preso l'impegno di verificare la presenza di tale parere – dichiara Paolo Gelsomini di Progetto Serio. Non vogliamo ostacolare un'opera utile alla collettività ma solo cercare un confronto per evitare quello che sarebbe uno scempio ambientale».

LEGGI ANCHE: Malagrotta verso la proroga. I comitati: «Vergogna»

Nel cronoprogramma della nuova linea metropolitana San Giovanni-Colosseo sarebbe previsto il taglio di 266 alberi (42 in via Sannio, 20 nell'area Ama, 109 nell'area Ambaradan, 28 nell'area Celimontana, 67 ai Fori e al Colosseo). Si parte da via Sannio dove sono stati già abbattuti 15 fusti, alcuni anche di notevole pregio e si proseguirà fino al Colosseo. Ma in quest'ultima tratta tutto potrebbe essere messo ancora in discussione.
«Vogliamo vedere tutti i pareri per poi metterci a tavolino e studiare insieme la soluzione ideale – continua Gelsomini. Lunedì ci sarà una nuova seduta congiunta delle commissioni Ambiente, Bilancio e Trasporti. Ci auguriamo possa esserci un'apertura per il bene di questo quartiere».
Carmine Seta