Maxitendopoli in via Salviati. Il no degli abitanti

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Parte la protesta dei cittadini di via Salviati e dei quartieri adiacenti per scongiurare l’arrivo di nuovi nomadi senza adeguate strutture per la loro accoglienza. Domani alle ore 17 i residenti si riuniranno a piazza Tor Sapienza, slogan della manifestazione: "Vogliamo servizi non degrado".

Il 20 giugno, data in cui è partito l’esodo di molti nomadi dal campo di Castel Romano a causa dei ripetuti conflitti tra le diverse etnie presenti, circa quaranta rom si erano accampati nell’area verde di via Salviati, in cui era già presente un altro accampamento nomadi, quest'ultimo autorizzato. Ma al loro arrivo non c’era nessuna area pronta ad ospitarli pertanto avevano inserito dei teloni come base d’appoggio.

A distanza di dieci giorni dal loro trasferimento, altre famiglie hanno raggiunto il campo. Ora ci sono oltre un centinaio di persone in quel campo, costretti a vivere in condizioni igienico sanitarie preoccupanti, senza elettricità, nè acqua. Ma ciò che preoccupava maggiormente i residenti era un’altra questione: si presumeva, da fonti non ufficiali, che entro fine agosto ci sarebbe stato il trasferimento di altri 4000 nomadi tra i quartieri di Tor Sapienza e La Rustica. Ma ieri pomeriggio la giunta del Municipio V e la segreteria del sindaco Marino hanno smentito questa notizia.

«La nostra – spiega Anna, residente in via Salviati – vuole essere una manifestazione pacifica e vogliamo essere ascoltati. L’arrivo di famiglie nomadi rappresenta un enorme problema per noi residenti perché non c’è una struttura preposta ad accoglierli. Gli ultimi arrivati stanno costruendo delle baracche di legno perché le loro tende non hanno retto le piogge di questi ultimi giorni. E il terreno sul quale si sono distribuiti è contaminato dall'amianto, pericoloso per la loro salute». E non solo. «Al momento -spiega Maria, residente in via Salviati- ci sono circa 7000 nomadi in questo quadrante. Vogliamo un aiuto da parte delle istituzioni soprattutto per il degrado presente: via Salviati è una discarica a cielo aperto».

L’allarme dei residenti scaturisce da un precedente episodio avvenuto a Tor Sapienza circa sette anni fa: l’arrivo a sorpresa di ben 3000 nomadi in una sola notte. Ciò suscitò un forte malcontento tra i cittadini. «Auspichiamo – spiega Alfredo Di Fante, segretario dell’agenzia di quartiere Tor Sapienza- un incontro con le istituzioni affinché le aree vengano attrezzate prima del loro trasferimento. In via Salviati l’inquinamento causato soprattutto dalla gomma e dalla plastica bruciate rappresenta un grave problema, soprattutto per la salute dei cittadini. All’interno del campo autorizzato di via Salviati opera invece un’associazione territoriale: i rifiuti vengono riciclati e l'area è monitorata». Un altro problema riguarda la posizione geografica di via Salviati. «Di fatto –spiega Andrea, residente in via Salviati- siamo a Tor Sapienza, ma a livello amministrativo questo è l’ex Municipio V, pertanto l’attuale Municipio V può fare ben poco. Ma ciò non deve essere una giustificazione per escluderci». Non mancano le proposte da parte dei residenti.

«È fondamentale –aggiunge Di Fante- l' inclusione dei nomadi nel nostro tessuto sociale. L’espulsione non è praticabile. Si potrebbe seguire l’esempio del campo nomadi in Via Salone: è chiuso, recintato e controllato. Ciò evita l’ingresso di malintenzionati e sono diminuiti i disagi». I cittadini chiedono una maggiore collaborazione da parte delle istituzioni. «Sabato – conclude Di Fante- ho avuto un incontro con Giammarco Palmieri, il quale mi ha promesso la massima collaborazione. Attendiamo delle soluzioni concrete».

Agostina Delli Compagni