Incendio ex Snia, nube tossica: rischio sanitario ed ecologico

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Oggi sono attese le prime risposte sulle cause delle fiamme che ieri mattina, dalle 5 alle 11, si sono sprigionate dallo stabilimento dell’Acea Ambiente (ex Snia) di Castellaccio, frazione di Paliano, al km 57.200 della via Casilina.

Erano apparse da poco le prime luci all’orizzonte quando, dal tetto del capannone in cui viene stoccato il combustibile da rifiuto, si è alzata una densa nuvola di fumo nero, dall’odore acre, che ha messo subito in allarme i residenti del comune ciociaro e quelli limitrofi, da Anagni a Colleferro, da Valmontone a Olevano Romano, per le possibili conseguenze derivanti da contaminazioni tossiche.

I sindaci di Paliano, Maurizio Sturvi, e quello di Anagni, Carlo Noto, sono stati i primi a invitare i cittadini a restare in casa e a chiudere porte e finestre in attesa della messa in sicurezza dell’area da parte dei vigili del fuoco di Frosinone, che per sei lunghissime ore hanno lavorato senza sosta e domato le fiamme. Anche alcune scuole del circondario sono state chiuse su provvedimento della Asl territoriale. Sulle cause i tecnici e le forze dell’ordine mantengono uno stretto riserbo, ma tutte le ipotesi restano in piedi, dal surriscaldamento di alcuni macchinari, provocato dal grande caldo, all’autocombustione dei residui, fino al gesto di natura dolosa. Nessun operaio è stato coinvolto dal rogo, ma a tenere in ansia la popolazione adesso è il rischio sanitario e ambientale: per questo l’Arpa Lazio ha provveduto all’installazione delle colonnine di rilevamento dell’aria in un’area molto vasta tra Paliano, Anagni e Colleferro.

Un campionamento che proseguirà per tutta la settimana, principalmente per escludere il pericolo diossina. Sul caso i deputati di Sel Ileana Piazzoni, Nazzareno Pilozzi e Filiberto Zaratti hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente al ministro Orlando, per capire che le azioni da intraprendere per far fronte all’emergenza e per accertare eventuali presunte irregolarità sulla sicurezza degli impianti dello stabilimento. Mentre Vincenzo Stendardo, capogruppo Pd di Colleferro, invita a un «ripensamento delle politiche ambientali e dello sviluppo, se di sviluppo del territorio si vuole veramente parlare. Non possiamo vivere circondati da attività che abbassano e compromettono la qualità della vita».

Diego Cappelli