Vita a ostacoli per i disabili di Axa

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Suv e auto parcheggiate sui marciapiedi, cassonetti per i rifiuti messi di traverso, scivoli per i disabili ostruiti. Ed ecco che anche un “quartiere modello” come Axa, nell’hinterland del municipio X, diventa off limits per i disabili, costretti così a percorrere in carrozzina le strade, esposti al rischio di essere travolti da auto che sfrecciano a velocità sostenuta, incuranti del limite di 40 km orario vigente nel comprensorio.

«I disabili? Non gliene importa niente a nessuno!», si sfoga Maurizio Giandinoto, consigliere del consorzio Axa che aggiunge: «Tanto per cominciare ai politici e agli amministratori che pure si riempiono la bocca con parole come “solidarietà”. E poi c’è la scarsa attenzione dei cosiddetti normodotati verso i portatori di handicap. Succede nel nostro consorzio, dove pure l’attenzione è massima per tutto quello che riguarda la manutenzione delle strade e dei marciapiedi». Giandinoto torna a rendere noto il caso di un disabile, obbligato a un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Il signor Francesco è una delle tante persone del quartiere, una di quelli che «pur nella malasorte che lo ha reso inabile, vorrebbe fare una vita come tutti gli altri e magari la mattina uscire di casa per comprare il giornale e fare colazione al bar». Per permettere quindi al signor Francesco e a tutti i disabili di muoversi agevolmente, il consorzio si è impegnato a tenere in ordine i marciapiedi e a realizzare gli scivoli che permettono l’attraversamento della strada a chi si trova su una sedia a rotelle. Ma puntuali ecco spuntare gli “ostacoli”. Tra vetture abbandonate in sosta selvaggia ed altri ostacoli il marciapiede risulta impercorribile non solo ai “carrozzati” ma anche alle mamme con bambini nel passeggino. Entrambe le categorie sono obbligate a muoversi in strada, con il rischio di essere investiti.

«Forse, se avesse immaginato l’inciviltà con cui avrebbe dovuto fare i conti tutti i giorni, il signor Francesco al posto di un piccolo e maneggevole scooter elettrico avrebbe magari acquistato un mezzo militare, capace di affrontare agevolmente il fuoristrada e soprattutto equipaggiato con tanto di cannone!», ironizza Giandinoto che racconta: «Per verificare fino a che punto arriva il menefreghismo e l’inciviltà della gente “sana”, abbiamo provato più volte e in giorni diversi a fare lo stesso percorso che separa Francesco da casa sua, in via Eschilo, fino al più vicino centro commerciale di via Pindaro, dove ci sono l’edicola e il bar. Il risultato? Impossibile!». Maria Grazia Stella