Genzano, l\’infiorata della discordia

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Migliaia i visitatori che anche quest’anno si sono assiepati su via Italo Belardi per ammirare il tappeto floreale della 235esima edizione dell’Infiorata, ovviamente il fulcro dell’evento, che ha concesso qualche deroga alla vicina via Giuseppe Garibaldi, dove erano dislocati stand espositivi e bancarelle varie.

Poco o nulla è toccato alle altre zone del centro storico. A lamentarsi sono i commercianti di via Fratelli Colabona, traversa del corso principale, se non altro per l’illusione di poter avere un mercatino anche loro, poi però sfumata. L’organizzazione infatti, alla luce delle istanze cittadine, aveva previsto la localizzazione di 15 espositori anche su via Colabona, i quali però, senza preavviso, pare abbiano deciso di non esporre per via della scarsa centralità della zona individuata. «L’afflusso – dichiara un commerciante della zona – è stato molto poco».

«Capisco le problematiche delle attività locali e il difficile momento che stiamo attraversando – spiega il sindaco Flavio Gabbarini -, ma purtroppo non possiamo dimenticare il fatto che l’Infiorata si svolga tradizionalmente su via Italo Belardi. L’evento ha portato a Genzano 150mila persone: 15 sono state le ambasciate straniere, due mila i visitatori del Parco Sforza Cesarini e ben cinquanta le attività ricettive che hanno registrato il tutto esaurito. Siamo di fronte a un’organizzazione complessa e a un duro lavoro, nel quale abbiamo cercato di accontentare tutti, ma non siamo responsabili delle scelte fatte dagli operatori itineranti, e di cui sono stato informato all’ultimo minuto dai vigili urbani. Più di così non potevamo fare».

«Il problema – spiega un altro commerciante di via Colabona, Gianluca Ercolani – è che non siamo stati avvertiti e molti di noi si sono organizzati per rimanere aperti e persino per esporre fuori la propria merce, in virtù anche dell’ordinanza di divieto di sosta che interessava la nostra strada, la quale però non è stata fatta rispettare dai vigili urbani. Ancora una volta ci siamo trovati totalmente esclusi dall’organizzazione, nonostante l’accordo raggiunto col sindaco, e con le attività commerciali completamente sommerse dalle autovetture in sosta».

Michela Emili