Sgozza moglie 17enne a Oslo: preso a Roma

0
20
 

È stato arrestato a Roma un afghano che in Norvegia aveva ucciso la moglie, appena 17enne, e poi si era dato alla fuga con la figlia. Nella mattinata di ieri il personale del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) del servizio polizia postale e delle comunicazioni ha fermato Noori Ahmad, fortemente sospettato appunto di aver sgozzato nel bagno della loro abitazione a Oslo, il 12 giugno, la moglie Fahezeh Ahmadi di 17 anni, scappando poi con la bimba di due anni.

La polizia norvegese, da subito sulle tracce Noori, venerdì sera ha informato la sala operativa del Cnaipic, punto di contatto internazionale Htc emergency ai sensi della convenzione di Budapest sul cybercrime, inviando una segnalazione con richiesta urgente di cooperazione, in quanto dagli accertamenti effettuati risultava che l'uomo, dopo una lunga fuga in autobus e treno attraverso diversi Paesi europei, avrebbe potuto trovarsi in Italia. Le uniche tracce fornite agli investigatori del Cnaipic erano alcune evidenze di connessioni provenienti dall'Italia riscontrate dalla Polizia norvegese, effettuate da Noori Ahmad: in particolare venivano forniti due indirizzi ip riconducibili alla zona di Brescia e Roma. Da subito sono scattati i primi accertamenti con gli specialisti impegnati nel localizzare le connessioni, per fornire indicazioni agli operatori delle squadre mobili di Roma e Brescia territorialmente interessate.

Nella notte tra venerdì e sabato gli investigatori norvegesi hanno fornito l'imei del cellulare del fuggitivo. Poi, temendo per l'incolumità della piccola, hanno avviato il tracciamento del telefono sulla rete nazionale. Innumerevoli le risposte negative dagli operatori telefonici, il telefono non risultava presente sulla rete italiana, fino al pomeriggio del sabato, quando associato ad un numero intestato ad un extracomunitario risultante residente a Napoli, ha agganciato una cella di Roma.

Da lì si è sviluppata una febbrile attività tesa ad individuare con precisione gli spostamenti dell'uxoricida, localizzazione resa pressochè impossibile dalla densità abitativa dei quartieri in cui di volta in volta veniva agganciato il dispositivo tracciato: Eur, Termini, Ardeatino, Casilino, etc. A tradire però l'uxoricida l'ennesima traccia informatica, stavolta decisiva: una connessione effettuata nella sera di sabato da un internet point in zona Tor Pignattara, riscontrata dal tracciamento del cellulare.

Nella mattinata di domenica il tracciamento seguito in tempo reale dagli operatori della sala operativa del Cnaipic, ha intercettato di alcune brevissime telefonate effettuate verso l'Iran dal fuggitivo. I poliziotti hanno intuito che quelle brevi e costose telefonate di fatto attestassero una richiesta di collegamento ad un servizio voip: da qui la corsa verso l'internet point di Tor Pignattara e l'arresto di Noori, individuato in compagnia della piccola figlia mentre stava entrando in un portone del popoloso quartiere. La somiglianza con le foto inviate dai poliziotti norvegesi, il fatto che subito Noori avesse nascosto le chiavi di casa addosso alla piccola e, infine, il cellulare ritrovato nella tasca dell'uomo hanno permesso agli operatori di arrestare il giovane afghano.