Schiamazzi e spaccio tutta la notte: «Isola del Pigneto senza controllo»

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Spaccio a cielo aperto, strade utilizzate come latrine e risse all'ordine del giorno. Ricomincia l'estate e al Pigneto, borgata cara a Pasolini e attuale centro della movida serale degli universitari, i residenti tornano a chiedere il rafforzamento delle misure di sicurezza.

Ogni sera l'isola pedonale, il blocco del quartiere che da via L'Aquila alla Circonvallazione Casilina pullula di giovani romani e fuorisede a partire dall'ora dell'aperitivo è letteralmente spaccata in due: da un lato i bar con i tavolini e le chiacchiere, dall'altra parte della strada i pusher, in larga parte africani, che approcciano clienti. «Sono soprattutto senegalesi. Si piazzano lì sulle ringhiere, all'altezza di via Ascoli Piceno», spiega R.A. cameriere di uno dei locali. L'area di smercio principale, infatti, è proprio quella: l'isolato compreso fra via Ascoli Piceno, via Perugia e via Macerata. «Ti basta arrivare a quell'incrocio per venire assalito da offerte. Non siamo razzisti ma non ci va bene. I residenti, esasperati dalla situazione, se la prendono anche con chi gestisce le attività commerciali nella legalità».

Quando si cammina per la via all'altezza incriminata, basta che avvenga un contatto con lo sguardo: le proposte poi arrivano ad alta voce. Proprio in quel punto, lo scorso febbraio un giovane maghrebino è stato accoltellato da un altro africano. Motivazione? Regolamento di conti per lo spaccio. «E' solo l'ultimo di una fila di episodi», spiega M.G., residente di via Grosseto. «Gli scippi, gli schiamazzi che arrivano dentro le case e poi i ragazzi ubriachi che alla fine della nottata usano i muri e i portoni come orinatoi». Perché al Pigneto i problemi non li creano solo gli stranieri.

«Ci sono ragazzi che urlano di notte dopo aver alzato il gomito», aggiunge l’abitante. Poco lontano da qui c'era un insediamento storico della comunità senegalese. Sono stati sgomberati ma il problema della sicurezza è rimasto. L'episodio è quello di via Campobasso. Quando a marzo le forze dell'ordine hanno murato la palazzina dove alcuni senegalesi vivevano da quindici anni, la solidarietà è arrivata anche da tanti italiani del quartiere. Le forze dell'ordine presidiano a metà dell'isola pedonale ogni fine settimana. Una camionetta dei carabinieri è fissa. Poco più in là, su via L'Aquila, i vigili urbani effettuano gli alcool test. Le stazioni di polizia sono due: una su via De Agostini, l'altra a poco più di un chilometro, in via Bordoni, ma siamo già a Tor Pignattara. A quanto pare non basta.

Silvio Galeano