Roma, giovani e alcol: aumentano le vittime

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Quella di martedì è stata l’ultima tragica nottata vissuta a Roma da un ragazzo americano di vent’anni. Lo studente è salito sul parapetto di Lungotevere Tebaldi, probabilmente ubriaco, camminando come se fosse un equilibrista. Ma in poco tempo si è sbilanciato ed è caduto. È morto sul colpo. «Questa – denuncia l'associazione Codici – è solo l’ultima vittima conseguente a un rapporto divenuto ormai malsano tra i giovani e l’alcol. Proprio recentemente si è tenuta la conferenza stampa del Codici “Io la mia vita non me la gioco”, incentrata sugli stili di vita giovanili dei ragazzi del Lazio.

I dati resi disponibili nell’incontro hanno evidenziato come, purtroppo, l’alcol è un fenomeno molto diffuso tra i ragazzi delle scuole medie e delle superiori. In generale tutti i ragazzi hanno dichiarato di bere regolarmente in famiglia e fuori casa birra e vino. L’alcol viene considerato dall’80 per cento dei giovani in oggetto come “elemento socializzante” dovuto anche alla trasmissione da parte dei media di pubblicità in cui l’assunzione di bevande alcoliche viene associata a divertimento, feste e a personaggi che i giovani considerano modelli da emulare. Entrando nel particolare, il 70 per cento dei ragazzi ha dichiarato di bere regolarmente bevande alcoliche anche fuori casa. Il fenomeno tocca in percentuale uguale ragazzi e ragazze, la particolarità sta nella risposta alla domanda: Secondo te l’alcol fa male e perché? Il 70 per cento delle ragazze coinvolte nello studio ha dichiarato che l’alcol fa male perché contiene molte calorie e di conseguenza farebbe ingrassare.

Di queste, il 47 per cento ha dichiarato però di bere regolarmente. Sembra infatti  che la tendenza nelle giovani donne sia quella scegliere di digiunare dalle 24 alle 48 ore per poter sballarsi la sera senza correre il rischio di ingrassare (drunkoressia). Nel complesso – continua Codici – i comportamenti a rischio legati al consumo di alcol nei giovani possono essere molteplici: si va dal binge drinking, cioè l’assunzione di 5 o più bevande alcoliche in tempi brevi, pratica messa in atto soprattutto nei momenti di socializzazione, alla drunkoressia, il connubio tra alcol e anoressia, al Pub Crawl, i cosiddetti tour alcolici organizzati per giovani turisti in visita nella Capitale. Sembra che quest’ultima pratica, vietata dalla legge, sia veramente molto diffusa, anche nonostante la sua pericolosità.

I ragazzi, infatti, assumono dosi così eccessive di alcol da star male già ad inizio serata, per poi  e attuare comportamenti pericolosi, come quello, ad esempio, di salire su un parapetto. Basta navigare su internet per trovare siti di pub crawl completi di tutte le informazioni, dal luogo e l’orario dell’appuntamento (al centro storico, intorno alle 21:00), al costo del “servizio” (dai 20 ai 30 euro), ai dettagli della serata, che prevedono un numero eccessivo di drink a disposizione per ogni ragazzo. Molte sono state le indagini per smascherare i locali che avallavano tali comportamenti illegali. Le ultime notizie hanno parlato di diversi tour riconducibili a specifici punti di ritrovo: il “Rome bar tour” di Piazza Navona; il “Roma City Pub Crawl” nei pressi della stazione Termini; il “Tour Colosseum” alla stazione metropolitana Colosseo; il “Tour Best of Roma Spanish Step”a Piazza di Spagna».

 «Tali attività non dovrebbero esistere oggi, vista la loro pericolosità e illegalità – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ma purtroppo su internet si trovano ancora offerte di questo tipo. Il problema dell’abuso di alcol tra i giovani ha ormai preso molto piede nella nostra società ed ora è necessario rendersi conto della criticità della situazione per potervi porre rimedio».