Malagrotta, altra proroga? Il timore delle associazioni

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L’attuale proroga di Malagrotta scadrà il 30 giugno, ma secondo l’opinione dell’associazione Codici «a giorni sarà firmata una nuova proroga per la discarica, che durerà al massimo quattro mesi».

L’attività sarebbe limitata allo smaltimento dei rifiuti già trattati e potrebbe servire ad avere il tempo necessario per trovare un luogo dove realizzare un’altra discarica (sempre per i soli trattati). Nei tre o quattro mesi in più concessi a Malagrotta si dovrà individuare l’area della nuova discarica di servizio. L’ipotesi di Monti dell’Ortaccio, comunque, sembra archiviata.

Oggi il tema di Malagrotta sembra essere passato in secondo piano ma associazioni e comitati ancora non intendono abbassare la guardia, viste vicende come quelle del progetto di una ferrovia per i rifiuti nella Valle Galeria, di cui però il Comune ha negato qualsiasi decisione assunta. Il progetto, però, esiste da circa 15 anni. «Cosa vuol dire tutto ciò? Cosa si cela dietro al progetto? Tale protocollo è stato nascosto ai cittadini?» si chiede Codici, che si è posta le stesse domande e che sulla vicenda dell’ipotetica ferrovia si chiede se la ferrovia non sia “un preludio” ai monti dell’Ortaccio e ricorda: «Esiste un Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 22 maggio tra Roma Capitale, Ama ed Eni. L’obiettivo è la realizzazione di una ferrovia per trasportare rifiuti nella Valle Galeria.I Comitati cittadini sono molto preoccupati soprattutto per la tempistica: perché dopo 30 anni in cui sono stati utilizzati i camion per il trasporto dei rifiuti, proprio ora esce fuori l’ipotesi della ferrovia? I cittadini temono che con la nuova ferrovia si legittimerebbe la scelta di Monti dell’Ortaccio e che trasportare i rifiuti con il treno farebbe in modo di poter trasportare i rifiuti da tutta Italia, se non da tutta Europa».

Insomma, in attesa che il mistero del Protocollo d’Intesa venga svelato, non rimane altro da fare che lottare per la difesa della salubrità ambientale della Valle Galeria e dei territori limitrofi, continuando a riportare la questione all’attenzione delle istituzioni pubbliche. “Ricordiamo che la situazione è molto delicata – commenta Marisa Barbieri, Responsabile Codici – perché l’area già fortemente danneggiata dall’inquinamento ambientale. In merito a ciò l’associazione ha già chiesto al Consiglio Regionale di istituire una Commissione d’Inchiesta per accertare le responsabilità delle morti di Valle Galeria».