Castel Gandolfo, busta con proiettile per il sindaco Monachesi: spunta l\’ombra della mala

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Un atto intimidatorio ha scosso la tranquilla quotidianità del Comune di Castel Gandolfo: questa mattina è stata ritrovata di fronte al palazzo di Propaganda Fide una busta indirizzata al sindaco Milvia Monachesi, con all’interno un proiettile calibro 22. Busta firmata “Saluti dalla Magliana”. A trovarla un cittadino, che l’ha consegnata alla locale dei carabinieri, che a loro volta hanno immediatamente convocato il primo cittadino gandolfino e dato avvio alle indagini. Il gesto farebbe pensare ad un collegamento col famoso “Castelletto”: la villa (del valore di due milioni di euro) confiscata ad ottobre dal Commissariato di Albano, era parte dell'ingente patrimonio accumulato nel tempo da Enrico Nicoletti, ex cassiere e boss della Banda della Magliana.

Castelletto che proprio il 9 giugno scorso è stato temporaneamente riaperto al pubblico grazie all’impegno istituzionale della Monachesi, dell’associazione Libera e degli Scouts di Roma e Castel Gandolfo. Questi elementi, dunque, farebbero presagire la minaccia made in Magliana nei confronti della coraggiosa sindachessa in quota Pd. Vedremo se gli inquirenti certificheranno questa tesi. Nel frattempo la Monachesi, sebbene stordita e preoccupata per l’accaduto, è comunque pronta a non lasciarsi intimidire: “Fare il sindaco ai tempi d’oggi non è facile per nessuno ma io vado avanti per la mia strada, continuando con l’azione amministrativa intrapresa sinora – ha detto il primo cittadino a Cinque Quotidiano -.

Non conoscere con certezza da dove arrivino queste minacce non è una bella cosa, e quindi se si tratti effettivamente di un atto riconducibile al bene confiscato oppure se ci sia dell’altro. In tutti i modi è un atto vile, che fa tanta rabbia. Ma ripeto, io vado avanti come fatto finora, non mi faccio da parte”. Una forza d’animo ammirevole, quella della Monachesi, foraggiata dalle testimonianze di solidarietà arrivate dal mondo istituzionale e civile: “Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno dimostrato affetto: sindaci, amministratori, cittadini”. Tra loro anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Purtroppo è l’ennesimo inquietante episodio che torniamo a condannare con decisione.

Mi auguro che le forze dell’ordine facciano piena luce sulla vicenda e che sia possibile individuare al più presto gli autori della missiva. So che Milvia non si farà intimorire da un simile accaduto, e che continuerà a lavorare con serietà, passione e determinazione per la comunità”. Vicinanza è stata espressa pure dal presidente del Consiglio regionale Leodori, che ha invitato istituzioni, politica e società civile a non abbassare la guardia contro la criminalità organizzata: “E’ indispensabile una risposta forte e univoca. Restiamo accanto alla Monachesi e all'associazione Libera che con coraggio e determinazione porta avanti una straordinaria azione per la difesa e la promozione della  legalità”. Libera che tramite il vicepresidente nazionale Don Marcello Cozzi ha esternato “vicinanza concreta e corresponsabilità” al sindaco di Castel Gandolfo.

Marco Montini