Sparatoria a San Basilio, muore 32enne: preso l’assassino

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Tornano a volare le pallottole nella capitale. Questa volta a San Basilio, quartiere di periferia noto per il mercato della droga. La sparatoria è avvenuta ieri intorno alle 18 in via Luigi Gigliotti all'angolo con Carlo Tranfo. Ed è finita nel sangue: un morto, Maurizio Aletta di 32 anni, e un ferito. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione Montesacro e del nucleo investigativo di via In Selci che stanno eseguendo le indagini, il fatto è avvenuto al termine di una furiosa discussione in strada. Due automobili si sarebbero scontrate e gli occupanti, un uomo da una parte e un padre e figlio dall’altra, avrebbero cominciato a litigare. Poi la situazione è degenerata e dalle parole si è passati ai fatti.

Aletta si sarebbe avventato contro il giovane accoltellandolo. Immediata la reazione del genitore, una guardia giurata, che ha estratto una pistola e aperto il fuoco. La vittima è stata raggiunta da alcuni colpi in testa a distanza ravvicinata ed è deceduta durante il trasporto in ambulanza all’ospedale Pertini. L’assassino è stato arrestato e il ferito ricoverato, non è in pericolo di vita. Durante la tragedia si è consumato un altro piccolo dramma: una folla di abitanti scesa in strada, attratta dagli spari, avrebbe aggredito tre operatori dell’ambulanza. I feriti sono stati medicati al pronto soccorso del Pertini e uno di loro probabilmente si è rotto la clavicola. Danneggiata anche l'ambulanza che è stata bersagliata da una sassaiola.

Tensione anche quando la polizia ha portato via l'omicida, che si era “rifugiato” in casa prima di essere arrestato. Un testimone oculare ha raccontato di un “assalto” da parte di decine di persone, tra le quali parenti e amici della vittima, contro le forze dell'ordine impegnate a caricare l'uomo in macchina. Ci sono volute alcune cariche di alleggerimento per tenere a bada la folla inferocita. Ora gli investigatori stanno conducendo un’accurata inchiesta per stabilire la precisa dinamica dell’omicidio e verificare se dietro la sparatoria ci sia l’incidente in strada o altri fatti.

L’episodio ha fatto ritornare l’incubo di una Roma violenta. Gli ultimi delitti capitolini risalgono allo scorso 28 maggio quando in un solo giorno morirono tre persone. Un pensionato fu ucciso a Tor Sapienza, sotto casa, mentre portava a spasso i cani. In quel caso l’ipotesi più acclarata fu quella di un delitto legato all’usura. Le altre due sparatorie avvenenero sul litorale romano, a Focene e a Anzio. Nel quartiere di Fiumicino fu ucciso un 40enne, freddato in casa mentre nella stanza accanto c’era il figlioletto. Nella città di mare fu ucciso Daniele Righini di 23 anni e rimase ferito un coetaneo. Il killer del giovane è stato arrestato ieri dall’aliquota operativa della compagnia di Anzio in provincia di Perugia. Si tratta di Matteo Vernile, 23enne pregiudicato, ora gravemente indiziato di delitto. Il movente sembrerebbe passionale. Per fare luce invece sull’assassinio di San Basilio, gli investigatori confidano nella testimonianza del ragazzo ferito che ora è ricoverato in ospedale e che già oggi potrebbe essere ascoltato dalle forze dell’ordine.

elam