Caos cantieri nel quartiere Trieste

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Da anni il quartiere Trieste è un cantiere a cielo aperto in balia di polvere e disagi, mentre i pini mediterranei soccombono sotto una colata di cemento che avanza. Un’odissea, quella del quartiere nel cuore del II municipio, iniziata circa sette anni fa con i lavori per la realizzazione della metro B1, conclusisi lo scorso anno con l’inaugurazione delle fermate “Libia”, “S.Agnese/Annibaliano” e “Conca d’Oro”, e con una spesa che si aggira intorno ai 700 milioni di euro.

In piazza S. Annibaliano alcuni operai lavorano da anni alla realizzazione di un parcheggio. «Finiremo tra circa un mese», dichiarano, ma, sul cartello, lo spazio vuoto al posto della data che dovrebbe indicare la fine dei lavori, lascia presagire che i tempi di realizzazione saranno ancora lunghi. Lungo viale Eritrea e viale Libia sorge un altro cantiere, questa volta più recente, e che dovrebbe durare 210 giorni. Qui da circa un mese si lavora per la riqualificazione di tutta l’area e per la realizzazione di un altro parcheggio. Il progetto, dal costo complessivo di 2,8 milioni di euro, prevede il rifacimento dello “square” centrale nel secondo tratto di viale Libia e la realizzazione di una di sorta di piccolo camminamento centrale con parcheggi a spina, da una parte, e posti auto in linea dall’altra.

«Il tutto senza che l’Amministrazione abbia chiesto il consenso dei residenti», dichiara Luca Asterri, residente del II municipio. «Un progetto senza logica – spiega il proprietario di una profumeria lungo viale Libia, nonché presidente Asat (Associazione Sinergie e Attività Territoriali) – Sarebbe stato più opportuno sistemare prima i marciapiedi che versano in condizioni disastrose». Avanzando verso viale Eritrea, di fronte alla chiesa di Santa Emerenziana, una struttura quadrata è recintata da cespugli finti che ogni tanto vengono colorati di verde. Davanti al mercato di piazza Gimma è in corso un intervento di riqualificazione della piazza. Una signora, sbirciando dalla rete di protezione, scuote la testa. «Che obbrobrio, denaro sprecato. Questo spazio andava solo ripulito, non distrutto per essere ricostruito da capo diventando un cumulo di cemento. Noi anziani ci venivamo spesso». Un’altra residente borbotta tra sé: «Piazza Gimma mi piaceva più prima».

Il parere, tra gli abitanti del II municipio è unanime. «Questo intervento sembra, a prima vista, togliere posti auto, non sarebbe stato meglio usare questi fondi per finire il parcheggio di piazza Annibaliano? Non sono state previste aiuole, solo squallidi camminamenti in cemento, con aree addirittura pavimentate per l’alloggiamento dei cassonetti», continua un abitante. Ritorniamo verso la fermata Sant’Agnese della metro B1, le cui scale prive di tettoia, a detta dei cittadini, diventano pericolosamente scivolose alla prima pioggia. A pochi metri da qui le case che fecero da sfondo al film “Ladri di Biciclette”, il mausoleo di Santa Costanza e il complesso monumentale di S. Agnese con l’Epitaffio di Sisinnus datato 314 d. C. Nel quartiere Trieste l’arte ha ceduto la parola al cemento e all’ennesimo cantiere.

Samantha De Martin