Muratella, asilo all’avanguardia? No, cantiere abbandonato

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Un asilo nido e una scuola materna in costruzione abbandonati dal 2007. Un progetto architettonicamente avanzato fermo da oltre sei anni costringe centinaia di genitori ad accompagnare i propri figli in scuole a chilometri di distanza. Accade a Muratella, quadrante ovest di Roma, un'area di quasi 7000 abitanti tra la Roma Fiumicino e il Centro direzionale Alitalia.

All'incrocio fra via Generale Giuseppe Valle e via Emilio Pensuti dell'unico plesso scolastico dedicato all'infanzia del quartiere è rimasto, infatti, solo lo scheletro. Le responsabilità? «Dell'amministrazione comunale», racconta Emanuela Mino, ex vicepresidente del comitato di quartiere che aggiunge: «Hanno lasciato sprovvisto un quartiere molto giovane, già carente di servizi e abitato nella totalità da coppie con figli».

Ma facciamo un passo indietro. E' il 2004 e, assieme alla Romanina e a Casal Monastero, periferie estreme di Roma, Muratella viene scelta per un concorso internazionale di architettura. Il progetto per quest'area del Municipio XI è un polo sperimentale per l'infanzia firmato dall'architetto Giacomo Borrella. Un asilo nido pronto a ospitare 60 bambini, una materna di 3 sezioni. Una scuola suddivisa in tante piccole casette, spazi comuni immersi nella natura con tanto di piccolo lago artificiale. Il titolo del vincitore del concorso è ambizioso: “Il mondo salvato dai ragazzini”.

«E' la scuola del futuro», sottolineano le istituzioni. Ben presto però, con l'arrivo del cantiere, il sogno e le buone intenzioni cominciano a svanire. E l'edificio all'avanguardia rimane, a distanza di anni, solo un progetto su carta. «I lavori erano iniziati nel lontano maggio 2007. Oggi della scuola si intravede appena un rudere in preda ai topi, una carcassa in un'area insalubre», prosegue Mino.

Il Comune, infatti, a poco più di un anno dall'inizio dei lavori è costretto a risolvere il contratto con l'impresa vincitrice dell'appalto, Italcantieri. Ci sono gravi inadempimenti e infatti la ditta va in liquidazione. Fino al 2012 tutto si blocca. Il Comune però resta a guardare. Fino a quando non indice una nuova gara. E l'appalto viene finalmente riassegnato, senza che però la situazione si sblocchi. «Ha vinto un'altra impresa ma a tuttoggi non è ancora ripreso nulla. I solleciti sono arrivati sia dal comitato di quartiere che dal Municipio. Abbiamo più volte parlato con gli architetti e il dipartimento ma di fatto non siamo mai riusciti a smuovere niente. Ci è sempre stato detto che si aspettava la disponibilità di cassa».

Oggi Emanuela Mino, che oltre ad essere ex vicepresidente del comitato di quartiere è anche mamma e i propri figli nelle scuole dei quartieri limitrofi. «Il nido più vicino è alla Nuova Fiera di Roma, per la materna c'è Santa Beatrice a Colle del Sole o quella a Ponte Galeria». È attivo un servizio di scuolabus, ma avere una scuola nel proprio quartiere è una richiesta cui non si può rinunciare. «Quando abbiamo comprato casa, ci era stato promesso che nella zona sarebbero arrivati tutti i servizi».   

Silvio Galeano