Ottavia senza servizi ma con nuove costruzioni

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Nel nuovo complesso residenziale del Municipio XIV in viale del Giardino di Ottavia i cittadini vivono quotidianamente una situazione di disagio per la mancanza di servizi. Non ci sono gli asili nido, mancano i mezzi pubblici, c’è molto traffico di automobili, non c’è sicurezza e adesso anche il verde è minacciato.

Nella zona dovrebbero essere costruiti, infatti, altri 72.000 mq di case residenziali e 3.000 di locali commerciali, sebbene il quartiere non sia adeguato per l’arrivo di nuovi abitanti. Dei villini già esistenti la maggior parte è ancora vuota, così come i negozi, mai aperti: «L’invenduto è tanto – racconta un residente – sono qui da un anno e molte case sono ancora vuote. Se non vendono prima queste come possono costruire ancora?».

Le scuole sono carenti in tutta la zona di Ottavia e ci sono edifici inutilizzati, come il nido in via Alfonso Gallo, chiuso da anni: «Tanti bambini, come mia figlia – racconta Riccardo Uleri, uno dei responsabili del Comitato Ottavia-Lucchina – sono rimasti fuori dalle graduatorie degli asili malgrado ci siano delle strutture inutilizzate».

Gli abitanti stanno poi raccogliendo le firme per chiedere un bus in viale del Giardino di Ottavia: «Non c’è nulla che ci porti almeno alla stazione – spiega il residente – siamo costretti a prendere la macchina». Per non parlare della sicurezza: «Questa nuova zona la sera è terra di ladri e coppiette – continua il cittadino – il degrado è evidente. Sfasciano le macchine, hanno pure rubato un km di cavi elettrici lasciando la strada al buio per giorni».

L’area, dove è presente anche un sito archeologico etrusco, è adibita a verde pubblico dal piano regolatore: «Per poter costruire ancora serve una modifica del piano che finora non è stata ottenuta nell’assemblea capitolina – spiega Uleri – tutto dipenderà dal nuovo sindaco. Noi speriamo che non sia Alemanno: lui intende terminare il progetto, sostenendo che non sia speculazione, ma riqualificazione. In realtà non è così perché vogliono costruire senza includere i servizi».

Il progetto è stato pubblicato tre anni fa dal dipartimento di urbanistica del comune e prevede la costruzione di palazzi a cinque piani lungo tutto il viale, dunque l’impatto ambientale sarebbe notevole: «È il frutto dei diritti edificatori dati a Tor Marancia, dove però non sono riusciti a costruire – continua Uleri – così, anche per recuperare soldi per la metro C, il comune ha ridistribuito questi diritti su altri terreni».

Poi ci sarebbe un problema di viabilità perché vorrebbero costruire anche un’arteria che colleghi la zona con Selva Candida: «Così il traffico che ora interessa solo Ipogeo degli Ottavi – spiega Uleri – partirebbe da molto prima, rendendo la zona invivibile».

Il Comitato Ottavia-Lucchina lotta da mesi contro quest’ennesimo tentativo di cementificazione selvaggia: «Abbiamo portato le nostre istanze al Municipio e continueremo a farlo. Non vogliamo altre costruzioni perché distruggerebbero il verde e resterebbero invendute. Per Legambiente ci sono oltre 150.000 appartamenti vuoti nella capitale».

Adesso la situazione è ferma in attesa dell’insediamento della nuova Amministrazione e i cittadini promettono battaglia: «Siamo contro azioni violente – conclude Uleri – ma faremo il possibile per salvare questa zona. Roma non può espandersi all’infinito: invece di edificare, bisogna recuperare gli edifici già esistenti».

Annalisa Milanese