99 Posse aggrediti a Velletri

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Si sono presentati in venti, ieri notte. Simboli di estrema destra, cinture e oggetti contundenti in mano. E hanno atteso davanti al pub “Passo carrabile” di Velletri. Lì dove doveva esibirsi il leader dei 99 Posse, Luca “ 'O Zulù” Persico. Un concerto che non è mai iniziato.

L’aggressione è partita appena il cantante e un fonico della band sono scesi dall’auto. Venti contro due. Una nuova tragedia pronta a consumarsi, dopo la morte di un giovane militante francese di sinistra ucciso appena il giorno prima da un gruppo di naziskin. A evitare il peggio è stato solo l'intervento della sicurezza del locale. I venti aggressori si sono dati rapidamente alla fuga e ‘O Zulù e il fonico se la sono cavata con contusioni, qualche taglio e delle abrasioni superficiali.

A denunciare l'episodio dalla pagina del proprio profilo Facebook sono stati gli stessi 99 Posse, la storica band nata nel centro sociale napoletano che ha parlato di “recrudescenza dell’estremismo fascista”, ricordando come il 5 giugno fosse stata lanciata una molotov “contro il portone del centro sociale Astra 19 nel cuore del Tufello a Roma, al piano terra di una casa popolare abitata da decine di persone. Anche in questo caso, chiara la matrice fascista, nel clima avvelenato della campagna elettorale per le Comunali a Roma”.

La band ha quindi comunicato l’intenzione di non sporgere denuncia: “Non lo abbiamo fatto perché crediamo che l’antifascismo non si pratichi in quegli stessi tribunali che assolvono gli assassini di Stefano Cucchi e comminano 100 anni di carcere a 10 compagni per qualche vetrina rotta a Genova. L’antifascismo si fa nelle strade».
La rete si è stretta attorno al gruppo con numerosi messaggi di solidarietà e di condanna dell’aggressione.

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