Cantieri infiniti: la città in ostaggio dal centro alla periferia

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Non si arresta l’ondata di cantieri che ingabbiano, dal centro alla periferia, le strade della Capitale rassegnate ad essere imbrigliate in reti di protezione, solcate da  ruspe e scavatrici che trasmettono allo sguardo la fastidiosa sensazione di un disordinato, perenne “work in progress” e, agli automobilisti, l’irritazione scaturita dai rallentamenti “trappola” dovuti a continue deviazioni e strade chiuse.     

Sono sempre più numerosi i cantieri invisibili, sospesi, interrotti, sgombri di operai al lavoro, sparsi per la città. Ed a breve altri ne apriranno facendo presagire il rischio di ulteriori abbandoni.

Ci sono poi i cantieri della discordia, quelli dedicati ad opere architettoniche che scatenano la rabbia dei cittadini e che nessuno vorrebbe. È il caso della “Nuvola” di Fuksas, il Nuovo Centro Congressi progettato dall’architetto italiano e che sorgerà nel cuore dell’Eur. Nonostante sul tabellone del cantiere sia indicata come data di ultimazione dei lavori il 31 marzo, una variante li ha prolungati di 36 mesi. La Nuvola è un’opera che non piace ai comitati di quartiere, passati al contrattacco inviando, il 23 maggio scorso, una denuncia al Procuratore generale della Corte dei Conti e al Procuratore capo del tribunale di Roma. Una protesta firmata dal presidente del Consiglio di Quartiere Eur,  in cui si parla di «fallimento tecnico-economico, di danni erariali e di danni alla salute dei cittadini».  «Per il centro congressi che diventerà un fortissimo attrattore di traffico – precisano i residenti – erano state previste infrastrutture per collegarlo alla Fiera, all'aeroporto e al centro storico: nulla è stato fatto». I cittadini temono questa cementificazione intensiva dell’area paventando il rischio che l’opera resti incompiuta finendo nel degrado.

Tra i cantieri sospesi, in cui i lavori si sarebbero dovuti concludere già da tempo, quelli all’interno della metro A, che da mesi intralciano le banchine delle fermate Ottaviano e Lepanto. A dispetto di un cartello che segnala come data di ultimazione il 22 febbraio 2013, i materiali da cantiere sono ancora accantonati al cospetto di turisti e viaggiatori.

Dal 13 febbraio in via Lima, ai Parioli, vige la riduzione di carreggiata a causa di un ennesimo cantiere, mentre dal 22 febbraio via Bisignano, nei pressi dell’Appia Nuova, è chiusa al traffico e sulla stessa via Appia, per lavori in Largo dei Colli Albani, si procede su una carreggiata.

A questo già complesso affastellarsi di cantieri, altri se ne aggiungeranno, facendo presagire al traffico romano una lunga estate di passione. Il 3 giugno partiranno a piazzale Ipponio i lavori per la realizzazione della stazione “Amba Aradam/Ipponio” della Linea C . Il cantiere, nella prima fase, occuperà piazzale Ipponio , una parte di via Ipponio e il breve tratto terminale di via Illiria, motivo per cui sarà  attivato un nuovo schema di viabilità provvisoria con conseguente deviazione delle linee bus 117, 673, 665, 218.

Sempre il 3 giugno in via di Tor Cervara partiranno i lavori sulle condutture dell’acqua che causeranno difficoltà di circolazione fino al prossimo 7 luglio. Divieto di transito, da lunedì fino al 2 luglio, anche in alcune vie del centro storico, in via Mario de' Fiori, via Borgognona, via delle Carrozze, a causa di lavori di riqualificazione.

Ma è il sindaco Alemanno ad annunziare una serie di futuri  interventi finalizzati all’allargamento di alcune strade, tra cui Boccea, la Tiburtina, la Roma-L’Aquila e la Prenestina bis. “Tutte le principali strade consolari in questi mesi sono investite da un’opera di adeguamento e allargamento che permetterà a queste strade di avere un tracciato adeguato” ha dichiarato il primo cittadino nel corso di un sopralluogo ai cantieri delle strade incluse tra le opere da realizzare nell’ambito dell’Emergenza Traffico.

“Stiamo sbloccando Roma – ha concluso Alemanno – stiamo facendo in modo che il collegamento fra strada e periferia sia quello adeguato”.

Speriamo si tratti di un blocco temporaneo che non finisca come quei cantieri eternamente sospesi in giro per le strade di Roma.