Ostia si muove contro il femminicidio

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A Ostia prosegue la mobilitazione contro l’escalation della violenza maschile sulle donne. Dopo le fiaccolate, i flash mob adesso è conto alla rovescia per “Mai più!”, la manifestazione in programma sabato 1 giugno al Lido.

“Aula vuota, piazza piena! Uniamoci per dire basta al femminicidio” è lo slogan dell’evento organizzato dall’associazione Punto D, già promotrice del flash mob “Rompiamo il silenzio. Un fiore per Michela e le altre” che si è svolto al pontile, in piazza dei Ravennati, dopo l’omicidio di Michela Fioretti, l’infermiera ammazzata il 18 aprile scorso sul viadotto Zelia Nuttal di Dragona, nell’hinterland lidense.

Sabato prossimo il corteo partirà alle ore 16 da piazza della Stazione vecchia, sede del municipio X. «Ci siamo: mancano pochi giorni alla manifestazione ‘Mai più!’ voluta dalle donne del X municipio e sostenuta da numerose realtà territoriali e romane per dire basta alla violenza di genere e al femminicidio», afferma Manuela Campitelli dell’associazione Punto D.

«Si tratta di un appuntamento carico di significato, soprattutto di fronte all’aumento impressionante di fatti di sangue che vedono vittime donne uccise per mano dell’ex marito o dell’ex fidanzato, l’ultima delle quali bruciata viva a soli 16 anni». Secondo le promotrice, l’iniziativa intende rispondere, con la partecipazione di tutte e di tutti e con la massima apertura possibile, anche «alla vergogna dell’aula della Camera vuota nel primo giorno in cui era in discussione la ratifica della Convenzione di Istanbul».

La Convenzione, firmata nella città turca a maggio del 2011, è poi stata approvata ieri l’altro alla Camera all’unanimità con 545 sì. Un importante passo in avanti nella difesa e nella tutela delle donne. Si tratta infatti del primo strumento internazionale per la lotta alla violenza di genere che contrasta ogni forma di violenza, fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e prevede un impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando al contempo ogni forma di discriminazione e promuovendo “la concreta parità tra i sessi, rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”.

Il provvedimento passa ora al Senato. Al momento la convenzione è stata firmata, oltre che dall’Italia, da Montenegro, Albania, Turchia e Portogallo: perché diventi applicativa dovranno essere almeno 10 gli Stati che dovranno sottoscriverla, di cui almeno 8 componenti del Consiglio d’Europa. Per quanto riguarda la manifestazione, l’invito a partecipare è rivolto a tutte le donne per essere in tante e fare rete, unendosi ai cittadini ma anche alle associazioni e alle realtà da anni impegnate in questa battaglia.

Tra gli obiettivi il rifinanziamento e la diffusione territoriale degli sportelli pubblici antiviolenza, la pianificazione a lungo termine di politiche finalizzate alla prevenzione e alla protezione delle vittime, oltre alla punizione dei colpevoli, il potenziamento dei consultori e dei centri di ascolto territoriali, la formazione degli operatori sanitari, degli agenti delle forze dell’ordine e di tutte le istituzioni preposte. Durante il corteo musica, performance e la lettura di alcuni stralci di “Ferite a morte”, il lavoro di Serena Dandini, da parte delle studentesse dei licei.

Maria Grazia Stella