Bullismo, ieri l\’ultima vittima: Codici lancia l\’allarme

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Si è consumato ieri il tragico gesto del sedicenne romano che si è lanciato dalla finestra della sua scuola, dopo aver scritto un biglietto che spiegava le sue motivazioni. “Tutti mi perseguitano”, questa la causa dell’azione disperata. «In Italia – spiega Codici – un ragazzo su 4 è vittima di bullismo, parliamo di insulti, umiliazioni, violenze fisiche e vere e proprie persecuzioni. Il fenomeno è trasversale per sesso e provenienza sociale e si manifesta soprattutto tra i banchi di scuola (dati Telefono Azzurro). Cosa pensano di fare in proposito i candidati sindaci Marino e Alemanno?

Quali sono le attività previste nelle scuole per arginare il problema? Sembra che la problematica non si adeguatamente presa in considerazione. Quali sono i programmi specifici per combattere il fenomeno? Queste le domande che il Codici pone ai candidati. Spazioconsumatori.tv racconta la storia di una scuola cha ha provato a prevenire, oltre che combattere, il bullismo: il progetto, chiamato “Bulli, bulloni e sbullonati”, raccoglieva numerosi consensi da parte dei ragazzi, che denunciavano tra i cinque e i dieci episodi al mese. Tutto ciò avveniva fino all’anno scorso, quando dopo 7 anni il progetto è stato chiuso, sacrificato sull’altare dei tagli all’istruzione pubblica.

Il progetto insegnava ai ragazzi ad aprirsi, a conoscere il fenomeno e a riconoscerlo. La visione collettiva di film sull’argomento faceva nascere discussioni ed insegnava ad affrontare il problema. Sono stati forniti agli insegnanti della scuola strumenti per monitorare la situazione nelle classi ed è stata istituita una cassetta delle lettere dove inserire anonimamente le segnalazioni. Gli studenti più grandi sono diventati dei tutor dei bambini più piccoli, hanno preparato delle lezioni per parlare ai più piccoli del fenomeno».

“Una parola può ferire molto di più di una spinta”, “vedo che molta gente viene presa in giro, viene giudicata perché è straniera”, “il bullismo è un fenomeno che c’è solamente se c’è un pubblico”. Queste alcune delle importanti testimonianze dei ragazzi dell’Istituto comprensivo di via Casale del Finocchio.

«Spesso il bullismo si accanisce contro i soggetti definiti più deboli, ossia appartenenti a delle minoranze. Possono essere ragazzi di diverse etnie e culture, portatori di disabilità o di un orientamento sessuale diverso dal gruppo. Il caso che ha sconvolto ieri la cronaca romana ne è un esempio – commenta Monia Napolitano, Sociologa e Responsabile Dipartimento Comunicazione Codici – Il fenomeno si sviluppa spesso tra i banchi di scuola, per questo motivo è importante che nelle strutture scolastiche vengano insegnati anche il rispetto per gli altri e la tolleranza verso le diversità».

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