Velletri, Servadio rieletto «Premiato il buon governo»

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Fausto Servadio è stato consacrato ancora una volta sindaco di Velletri. È davvero incredibile quanto accaduto ieri nell’unico comune del comprensorio castellano chiamato a rinnovare il mandato amministrativo. Elezioni da brivido quelle andate in scena fino a tarda serata: un rush finale sul filo del rasoio, vietato ai deboli di cuore col primo cittadino uscente e candidato piddino del centrosinistra, che ha viaggiato sulla linea pericolosa del 50%.

Un fazzoletto di preferenze irrisorio nella quantità ma vitale nella qualità: il non superamento della soglia fatidica avrebbe voluto dire ballottaggio con l’acerrimo “nemico” Salvatore Ladaga, prescelto del centrodestra unito, che ha proceduto poco sotto il 35%. Ma così non è stato e il sindaco uscente ha riconfermato il suo incarico con un eloquente 51,5% e può ora lanciarsi fitto nella realizzazione del programma politico iniziato nel 2008. «E’ stato premiato il buon governo di Fausto Servadio e del Partito Democratico», hanno dichiarato a caldo di vertici del Pd veliterno, soddisfatti per una campagna elettorale tosta ma vincente.

Parole arrivate quando, sebbene fossero stati scrutinati 37 seggi su 42, la vittoria già sembrava in cassaforte e impazzavano i festeggiamenti al quartiere generale. Davvero lontanissimi gli altri candidati: da Fabio Taddei, sostenuto dalla lista Velletri Libera e Centro Democratico, a Paolo Felci di Casapound fino al grillino Paolo Trenta. Appena dopo l’ora di cena i tre viaggiavano rispettivamente intorno al 3%, 4% e sotto all’8%.

E pare proprio il candidato del M5S la vera delusione di queste comunali veliterne: delusione che segue un po’ il trend calante degli stellati nazionali, ma che porta comunque oltre mille voti alla troupe di Trenta. Una piccola, magra consolazione. Chi invece ha attutito in maniera sportiva l’esito del voto è il sesto e ultimo – in tutti i sensi – aspirante alla poltrona municipale, Fabio Pontecorvi, che ha valutato comunque positivamente l’esperienza elettorale: «Sono soddisfatto, abbiamo messo le basi per un percorso al servizio della comunità.

Ci metteremo a disposizione per una collaborazione attiva con la futura Amministrazione su quelle tematica che abbiamo portato avanti durante la campagna elettorale, quoziente familiare, accademia d’arte e abbattimento delle barriere architettoniche. La prossima settimana – ha concluso il candidato della lista civica Cuore Nuovo per Velletri – incontreremo artisti e artigiani che si sono resi disponibili per il rilancio del centro storico». Tornando alle incredibili quanto ballerine risultanze di ieri sera, l’aria che si è respirata al quartiere generale di Servadio è sempre stata ottimistica: sebbene il sindaco uscente sia rimasto per tutto il tempo con la bocca cucita, «possiamo farcela» è stato il pensiero ripetuto ma scaramanticamente mai pronunciato dai vertici locali Pd. Almeno fino a quelle fatiche 22.15, che ha consacrato il bis di Servadio.

Che da domani, smaltita la sbornia, potrà iniziare a pensare al futuro. I temi prioritari? Come affermato in campagna elettorale il sindaco continuerà a «seguire le attività in corso già pianificate. C’è da fare il bilancio preventivo anche sulla scorta delle decisioni che assumerà il governo in materia di imposte locali. Inoltre seguiremo attentamente le gare per il Plus che sono nella fase più delicata». Per quanto concerne l’affluenza alle urne, questi i dati: il calo dei cittadini è verticale; sui 41.558 elettori di nazionalità italiana e 742 straniera, sono andati a votare solo il 68,05% (poco più di 28mila persone, ndr) rispetto all’84 e passa percento di 5 anni fa: un -16% che grida vendetta.

Marco Montini