Fiumicino, testa a testa: la partita si gioca al secondo turno

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Affluenza in picchiata a Fiumicino. Nel comune aeroportuale, secondo nel Lazio alle spalle della capitale per estensione territoriale e terzo (dopo Roma e Guidonia) per numero di abitanti, si è recato alle urne il 63,51% degli aventi diritto, con un decremento di circa 19 punti rispetto al 2008, quando andò a votare l’82,2% degli elettori.

Il peggior disavanzo dopo quello registrato a San Cesareo (Roma esclusa), la percentuale in assoluto più bassa dopo Pomezia, maglia nera in provincia col suo 61,4% di votanti. Al momento di andare in stampa, a circa un quarto delle sezioni scrutinate, la certezza è che non ci sarà nessun vincitore al primo turno ma Mauro Gonnelli, ex presidente del Consiglio comunale ed espressione delle forze di centrodestra, può contare su un piccolo margine di vantaggio sul suo competitor Esterino Montino, appoggiato da 10 raggruppamenti tra cui Pd Sel, Udc, Idv, Psi e Rifondazione comunista.

I due candidati ballano sul filo del 40%, anche se il comitato elettorale del pidiellino parla di «dati entusiasmanti, che potrebbero portare a una percentuale superiore al 45-46%». Una previsione, seppur di parte, che ricalcherebbe quanto accaduto cinque anni fa quando Canapini, in odore di secondo mandato, raggiunse il 44% al primo turno per poi imporsi al ballottaggio con il 55% delle preferenze. Montino dal canto suo dovrebbe superare il 38% raccolto nel 2008 del compianto Bozzetto (il 45% al secondo turno) per provare poi a dare del filo da torcere alla destra il 9 e 10 giugno prossimi, ma per riuscirci dovrà farlo (il filo) al Movimento5Stelle e al suo candidato Fabiola Velli, che in base ai dati ricavati da undici sezioni si accaparra il 13% dei voti, attestandosi sul gradino più basso del podio. Roberto Tasciotti, preside dell’istituto “Paolo Baffi”, appoggiato da due liste civiche, guadagna il 4% mentre Elvira Lanzuise (Fratelli d’Italia), Paolo Fulignati (Casapound), Enrico Migliardi (Lista civica Società civile) e Mario Russo D’Auria (Gil – Gruppo Indipendente Libero) a stento raggiungono l’1%. Dati forse inferiori alle aspettative soprattutto per Russo D’Auria, il primo a iniziare la sua campagna elettorale circa un anno e mezzo fa. Per quanto riguarda i singoli partiti il Pdl si conferma al primo posto, ma molto indietro rispetto al 30,7% di un lustro fa.

Arretra anche il Pd, che oscilla tra il 14 e il 16%, bene ma non benissimo il M5S, che ottiene oltre il 10% ma esce parzialmente ridimensionato rispetto alle politiche e regionali di tre mesi fa, quando era diventato il primo partito della città aeroportuale. I dati restano parziali, ma qualcosa la dicono: le coalizioni tengono, i partiti maggiori sono in fase di convalescenza, l’elettorato sembra premiare, almeno per ora, la continuità col passato. Ma i giochi restano apertissimi: per sapere se sarà Gonnelli a spuntarla (e raccogliere così l’eredità pesante di Canapini) o sarà Montino a compiere l’impresa del passaggio di consegne, bisognerà attendere altre due settimane.

Diego Cappelli