Periferie abbandonate, le occasioni perse e i danni della destra

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Nel 2006 la Regione Lazio e il Comune di Roma, entrambi guidati dal centrosinistra, siglano un patto per il recupero di quartieri svantaggiati della Capitale, per un valore complessivo di 50 milioni di euro di finanziamenti regionali (art. 6 L.R. n.9 del 2005), oltre ad alcuni interventi finanziati dal Comune di Roma stesso.

L’obiettivo è quello di riqualificare alcuni quartieri periferici, partendo dalla creazione di una rete di Centri Culturali e dalla riqualificazione di alcune aree pubbliche. Attraverso un processo di partecipazione con i cittadini, vengono individuati i 20 Centri Culturali da realizzare, 18 a finanziamento regionale e 2 a finanziamento comunale, e in più una serie di altri interventi di riqualificazione.

Inizia così la storia della mancata realizzazione dei progetti di riqualificazione delle periferie raccontata ieri nel corso di una conferenza stampa al comitato elettorale di Marino. Presenti il candidato sindaco del Pd Ignazio Marino e Luigi Nieri, candidato al Consiglio comunale per Sel, che con numeri alla mano hanno spiegato nel dettaglio quali sono le opportunità di sviluppo per i quartieri romani. Tutto comincia dal 2007 quando la Regione inizia a finanziare gli interventi, mentre il Comune avvia le progettazioni. Vengono aperti i primi cantieri. Nei primi mesi del 2008, gli ultimi della Giunta Veltroni, vengono conclusi i lavori del Nuovo Cinema Aquila e avviati i lavori della biblioteca a Collina della Pace. E’, inoltre, in fase conclusiva il recupero del fienile del Centro di Cultura Ecologica nel Parco di Aguzzano, mentre si avviano le realizzazioni di altri tre Centri Culturali, ovvero Laurentino, San Basilio e Torre Maura.

Gli altri Centri sono, intanto, in avanzato stato di progettazione, come da Piano pluriennale siglato dalle parti coinvolte. Nel 2008 al Comune di Roma subentra come sindaco Alemanno e tutto l’iter di svolgimento dei lavori si inceppa. La giunta Alemanno richiede la revisione del progetto complessivo e l'eliminazione di alcuni interventi a favore di altri, non condivisi con i cittadini. Alemanno, di fatto, non riesce a utilizzare i fondi messi a disposizione dalla Regione, portando effettivamente a conclusione solo i 4 cantieri già avviati dalla precedente Amministrazione comunale di centrosinistra e realizzando solo un nuovo Centro a Largo Beltramelli, finanziato con fondi comunali. Nel frattempo, diversi interventi da realizzare a cura dei Municipi interessati si sviluppano esclusivamente grazie al lavoro dei Municipi stessi (ci riferiamo, ad esempio, al recupero dei Casali nel Parco della Caffarella, in corso di attuazione, o al recupero delle aree degradate lungo il Tevere all’altezza della Magliana).

Ciò detto, e facendo due conti, dei 50 milioni di euro a disposizione del Comune di Roma Capitale, solo 20mln circa vengono effettivamente impegnati (di cui 15mln dalla precedente amministrazione comunale di centrosinistra e dai Municipi e solo 5mln dall’amministrazione Alemanno), mentre circa 30mln non vengono mai spesi, né impegnati. A quel punto, nel 2010, la Giunta Polverini subentra in Regione e decide di definanziare le opere, visti i mancati impegni da parte del Comune di Roma. Ma l’iter di definanziamento viene solo avviato e non completato. Vista la crisi del Governo regionale e la sua conseguente caduta, infatti, la delibera di definanziamento in Giunta non viene mai approvata. «I fondi, dunque, sono ancora disponibili all’interno del bilancio regionale – dicono in una nota Nieri e Marino – e potrebbero essere messi a disposizione di un’Amministrazione che, a differenza di quella attuale, mostrasse un minimo interesse per questo programma di riqualificazione e di investimento culturale per le periferie romane».

Centri culturali, edifici da recuperare, ma anche parchi e aree verdi da risistemare, da Villaggio Prenestino a San Basilio, da Torre Maura al Pigneto, fino a Cinecittà e Centro Giano – per citare alcune destinazioni dei cantieri – e ancora Infernetto, stazione Tiburtina, Casale Bocca di Leone. Tra gli interventi progettati e finanziati per le periferie figura anche l'impianto dei lampioni fotovoltaici, importo 2 milioni 580mila euro. «L'occasione di portare qualità e vita nelle periferie fino ad ora non è stata colta – ha detto ieri Luigi Nieri durante la conferenza stampa – Ma i fondi sono ancora in bilancio, vanno ripristinati in modo da avviare quel processo di riqualificazione che era l'obiettivo dell'intesa tra Comune e Regione».

«I fondi giacciono inutilizzati e intanto a Case Rosse ci sono le buche dove i lampioni dovevano essere installati e che ora rappresentano un pericolo per anziani e bambini, che possono cascarci dentro – ha detto Marino – La mancata realizzazione di questi 17 progetti rappresenta un altro fallimento dell'Amministrazione Alemanno, è un insulto a quelle periferie che vorremmo avvicinare al centro, uno schiaffo ai cittadini che vi abitano. Alemanno pensa a una Roma che vive all'interno delle mura aureliane, ma anche lì il decoro si è perso. Mia mamma, anziana come la gran parte delle persone che vive all'interno delle mura aureliane, non esce di casa per timore di cadere nelle buche».