Affitti, inquilini contro Corsini: «Rispetti gli impegni»

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Torna alta la tensione sul fronte dell'emergenza casa. Ieri mattina  gli inquilini dei piani di zona hanno protestato sotto l'assessorato  all'Urbanistica all'Eur, in via del Turismo, per denunciare «il grave   comportamento omissivo dell'Amministrazione comunale». «E’ ormai evidente a tutti il comportamento dell’Amministrazione   Alemanno – si legge in una nota – che fino all’ultimo minuto sta  tentando di coprire il comportamento illegale, accertato dalla  magistratura romana, di alcune cooperative, consorzi e società costruttrici dei 2.000 alloggi in edilizia agevolata a danno delle  famiglie che non riescono più a sopportare il peso degli ingiusti  canoni, che superano in alcuni casi i mille euro al mese in estrema  periferia per alloggi popolari». Nonostante dunque l’apertura dell’inchiesta della magistratura per  truffa e corruzione, con il conseguente sequestro di parte degli  alloggi, dopo più di un anno dalla denuncia presentata dall’ASIA-USB, l’Assessorato alle Politiche Urbanistiche, guidato dall’avvocato Marco Corsini, non avrebbe ancora emanato le nuove tabelle e riviste le  convenzioni con le suddette cooperative e società costruttrici.

L’ASIA-USB denuncia il comportamento omissivo tenuto nei fatti da  parte dell’Assessorato all’Urbanistica e dell’assessore Corsini «che  hanno disatteso la richiesta di mettere fine a questa ingiustizia  fatta a danno dei conduttori degli immobili dei P.d.Z. di Spinaceto 2, di Pisana-Vignaccia, di Ponte Galeria, di Longoni, di Borghesiana, di  Monte Stallonara, La Storta». L’ASIA chiede, «visto questo grave comportamento omissivo, l’intervento della Regione Lazio, finanziatrice di questi piani di  edilizia agevolata e parte in causa, perché si rivedano le Convenzioni, in considerazione dei finanziamenti statali erogati, e si stabiliscano i giusti canoni e se le finalità di questi finanziamento siano stati rispettati». I finanzieri del Comando Provinciale di Roma avevano notificato una ventina di giorni fa il provvedimento interdittivo che prevede il  divieto di esercizio dei propri poteri a quattro componenti del Consiglio di Amministrazione di un Consorzio di Cooperative Edilizie e di una società Cooperativa. Il divieto è stato accompagnato dal sequestro preventivo di beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 9 milioni di euro. 

I quattro (unitamente ad un altro consigliere di cooperative) sono infatti indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e di Enti Pubblici, nonché per concorso in corruzione di funzionari del Comune di Roma e della Regione Lazio (ancora da identificare). Gli approfondimenti svolti dal Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle avevano permesso di accertare che i prezzi di cessione ed i canoni di locazione erano notevolmente superiori a quelli previsti dalla normativa di settore, in quanto non decurtati dell'importo dei contributi regionali milionari erogati per le specifiche finalità assistenziali. Oltre ai 9 milioni di euro  “intascati” indebitamente, gli indagati avrebbero versato un altro fiume di denaro in favore dei funzionari del Campidoglio e della Regione che, invece, avrebbero dovuto verificare la correttezza delle cifre dei canoni d’affitto nei confronti degli inquilini “disagiati”. Gli inquilini, ha calcolato la Finanza, hanno pagato 1.434.272 più del dovuto. E il consorzio ha percepito contributi regionali pari a 7.604.517.

«Si tratta, come e' noto – aveva spiegato l'assessore Corsini – di fatti che risalgono a molto indietro nel tempo e che questa Amministrazione con grandissima fatica sta rimettendo in ordine nell'esclusiva tutela dei cittadini». «Abbiamo avuto la conferma, durante l'incontro che si è tenuto con l'assessore Corsini, che il Comune di Roma non intende, anche per l'ostruzionismo messo in atto dai dirigenti degli uffici comunali, far rispettare la legge e ridefinire le convenzioni in base ai prezzi defalcati del contributo pubblico, facendo giustizia e chiudendo una pagina oscura – continua l’Asia in una nota. Alemanno e la sua giunta – fino all’ultimo minuto – stanno tentando di coprire il comportamento illegale, accertato dalla magistratura romana, di alcune cooperative, consorzi e società costruttrici dei 2000 alloggi in edilizia agevolata. Tutto questo – continuano – sta arrecando un enorme danno alle famiglie che non riescono più a sopportare il peso degli ingiusti canoni, che superano in alcuni casi i mille euro al mese – in estrema periferia – per alloggi popolari». Ieri sul tema è intervenuto anche il ministro Maurizio Lupi. «A Roma il tema della casa e dell'emergenza abitativa creano una tensione che si scarica molto sul tessuto urbano, ed e' questo un altro dei temi che affronteremo domani (oggi ndr) con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno».

Lupi, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo dice a margine della sua audizione alla commissione Ambiente della Camera.  E oggi è previsto lo sfratto di Marcello Daggiante, invalido al 75%, che ha tentato il suicidio a seguito dell'arrivo dell'avviso dell'accesso dell'Ufficiale Giudiziario supportato, su richiesta del Fondo Scoiattolo, della forza pubblica. Così in una nota Asia Usb, ricevuta la notizia dei fatti direttamente dalla sorella Roberta, ha immediatamente scritto al prefetto Pecoraro e al Presidente Zingaretti per chiedere un intervento per il blocco dello sfratto e della forza pubblica. Il sig. Marcello Daggiante ha ricevuto un telegramma dal Fondo Scoiattolo (Fondo chiuso che ha rilevato gli alloggi della Cassa Ragionieri) con il quale si comunica che 'il giorno Mercoledì 22 maggio 2013 dalle ore 9:00 a seguire verrà l'ufficiale giudiziario con l'ausilio della forza pubblica, del fabbro, del medico legale e del veterinario per eseguire lo sfratto per morosità relativo all'immobile. La morosità sarebbe stata però sanata nel tempo con una rateizzazione.