Parenti serpenti, spedizione punitiva alla Magliana dopo lite familiare: 3 arresti

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Una lite familiare legata alla destinazione d’uso di un appartamento è degenerata ieri pomeriggio nel quartiere della Magliana. Esploso anche un colpo di fucile che fortunatamente non ha ferito nessuno. Da quanto emerso da una prima ricostruzione effettuata dagli agenti del commissariato San Paolo, intervenuti dopo pochi minuti sul luogo all’origine della lite, ci sarebbero motivi di interesse.

Nella tarda mattinata infatti P.W. 39enne romano, era entrato nel giardino e, dopo aver preso il tubo per innaffiare, era entrato in un’abitazione di via della Magliana Nuova ed aveva aperto l’acqua, allontanandosi subito dopo. All’interno dell’appartamento erano presenti in quel momento due donne, una delle quali sorella di P.W. Più tardi però un vero e proprio “commando”, composto da due fratelli, da un convivente ed un nipote di una delle due donne sono arrivati in auto ed, armati di un fucile, di un pala e di rastrello, hanno esploso un colpo di fucile verso una di loro. Subito dopo aver messo in atto la loro azione intimidatoria si sono allontanati.

Sono stati poi gli agenti del commissariato San Paolo a raccogliere le testimonianze di alcuni passanti e la denuncia della donna, con legami di parentela con tre dei responsabili della “spedizione”. Il quadro dei dissapori e delle liti tra i vari componenti della famiglia sono venuti alla luce nel corso della denuncia, evidenziando i marcati contrasti relativi proprio alla destinazione d’uso dell’appartamento di via della Magliana. Identificati quindi gli autori dell’azione, i poliziotti si sono presentati presso le loro rispettive abitazioni sequestrando all’interno di una il fucile, oltre ad altri oggetti atti ad offendere tra cui una pistola a salve, ed in un’altra il resto del materiale utilizzato per commettere il raid intimidatorio.

Al termine degli accertamenti, i poliziotti hanno arrestato P.W. di 39 anni, P.S. di 25 anni e R.S. 30enne, convivente di quest’ultima e responsabile di aver esploso il colpo di fucile. Per loro l’accusa è di tentata violenza privata aggravata in concorso.