Asilo degli orrori al Portonaccio, «Sottoporre docenti a verifiche psicologiche»

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«Siamo alle solite e adesso decisamente non se ne può più». E’ quanto dichiara in una nota il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione all’episodio di violenze inferte sui bambini nell’asilo San Romano, struttura pubblica per l'infanzia del quartiere Portonaccio a Roma.

Per Marziale «il reiterarsi di crimini contro i bambini nelle scuole comincia a produrre una statistica tale da autorizzarci a parlare di vera e propria emergenza, che non può più essere affrontata se non preventivamente. Intervenire dopo, quando cioè il danno è stato prodotto, significa condannare i piccolini ad un difficile e lungo processo di recupero dei danni psicologici subiti, semmai riusciranno a dimenticare del tutto. Da anni l’Osservatorio sui Diritti dei Minori – chiosa il sociologo – propone una verifica psico-attitudinale annuale cui sottoporre gli insegnanti di ogni ordine e grado, non già per criminalizzare il corpo docente, che per la stragrande maggioranza è composto da professionisti seri e scrupolosi, bensì per sradicare le metastasi di un cancro troppo diffuso, che non sono poche. Eppure, la nostra proposta impatta sistematicamente con le logiche di soloni benpensanti che antepongono le ragioni di casta a quelle della tutela dei minori, oppure con ministri all’Istruzione decisamente inadeguati al ruolo».

Il presidente dell’Osservatorio si dice «sconcertato da così ottuso attendismo, che diventa complice di quanti vanno a scuola non già per accudire i bambini ma, evidentemente, per scaricare su di essi le proprie rabbie e frustrazioni. Si tratta di gente che deve essere punita esemplarmente, allontanata definitivamente dalla scuola e da additare al pubblico ludibrio, affinché la società non rimanga assuefatta ad un livello di indifferenza che travalica i confini della decenza. Sottoporre i bambini a violenze fisiche e psicologiche significa compiere un crimine contro l’umanità debole e indifesa e chi lo perpetra o lo copre non può che essere riconosciuto, senza attenuanti di sorta, criminale».

Sulla stessa linea Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo del PD romano e candidato al Consiglio comunale di Roma nella lista del PD. «Questi fenomeni di violenza sono il frutto di condizioni di disagio mentale. Per garantire una tutela ottimale ai bambini – dice – è necessario che i controlli periodici diventino sistematici e non interventi una tantum. Solo in questo modo è possibile prevenire tristi eventi del genere. Esprimo tutta la mia solidarietà alle mamme e ai bambini vittime delle violenze e mi complimento con il sostituto procuratore Eugenio Albamonte e con il Commissariato di Pubblica Sicurezza 'San Basilio' per la conduzione impeccabile delle indagini.

Come confermato dai primi accertamenti, inoltre, – aggiunge – risulterebbe una sorta di correità della direttrice della scuola, che pur a conoscenza della condotta violenta dell’insegnante non avrebbe preso opportuni provvedimenti. Qualora ce ne fosse bisogno, questa è la conferma che i controlli periodici non sono più rinviabili e devono essere estesi anche al corpo dirigenti degli istituti scolastici. La condanna netta delle violenze emerse agli onori della cronaca – conclude Santilli – tende a salvaguardare le operatrici (educatori e insegnanti) dell’infanzia che operano con i bambini in maniera corretta e onesta e rimangono un punto fermo per la loro crescita».

La senatrice di Sinistra, ecologia e libertà, Alessia Petraglia, membro della commissione Pubblica Istruzione, chiede «al Garante per l'infanzia più ispezioni 'preventive' all'interno delle scuole materne volte a segnalare eventuali casi gravi al Tribunale dei Minori».