Ariccia, l’area salvata dal cemento ai cittadini

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Il Comune di Ariccia salva dalla cementificazione un’area di otto ettari e la destina a finalità sociali. Questo il risultato ottenuto dall’Amministrazione comunale di Emilio Cianfanelli, che dopo una durissima lotta giudiziaria, sta per regalare alla pubblica utilità una vasta superficie nei pressi di via Nettunense.

Ed è proprio il battagliero sindaco a raccontare la vicenda, partendo dagli esordi: «I terreni in questione sono quelli su cui la società Ace srl aveva intenzione di realizzare un complesso commerciale, direzionale e residenziale. Progetto – racconta Cianfanelli – bloccato dalla sentenza del Consiglio di Stato il 9 luglio del 2010. Si tratta di una complessa vicenda iniziata nel 2005 con l’approvazione da parte del Consiglio comunale del progetto presentato dalla società Ace srl e che la nostra Amministrazione comunale insediatasi nel 2006 ha fermato, con ordinanza dirigenziale, poiché questo intervento era contro il vigente piano regolatore generale in quanto posto in un’area vincolata, una zona agricola di pregio sulla quale era presente un uliveto secolare».

«Uliveto – continua – che tra l’altro è andato a fuoco nella stessa estate del 2003 e pertanto, così come prevede la legge, inedificabile». La lunga vicenda giudiziaria prosegue poi «con il tentativo da parte del fondo immobiliare Ace srl – sottolinea ancora il primo cittadino ariccino – di bloccare l’ordinanza di demolizione, ma il Tar non la sospende. Pertanto il Comune di Ariccia, non avendo la ditta ottemperato alla demolizione stessa, procederà come recita la legge».

Sul futuro di quegli otto ettari, dunque, Cianfanelli ha le idee molto chiare: «L’area verrà dichiarata di pubblica utilità e finalizzata a scopi sociali. Intendiamo elaborare un progetto che dia importanti risposte alle situazioni di fragilità di singoli e famiglie. Pensiamo – conclude il sindaco di Ariccia – di utilizzare l’area ad esempio per realizzare una fattoria sociale, una struttura residenziale per le dimissioni protette, strutture residenziali per disabili e soggetti psichiatrici, per i progetti “dopo di noi” e “prima del dopo”, nonché per le emergenze abitative e nelle due palazzine edilizia in 167 per giovani coppie di Ariccia».

Marco Montini