Ostia scende in piazza contro il femminicidio

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Ostia si mobilita contro il femminicidio, la "strage di donne" che nelle ultime due settimane ha mietuto, soltanto a Dragona, nell’hinterland del municipio X, (ex XIII), due vittime, Michela Fioretti e Alessandra Iacullo.

L’ultima, la terza, Chiara Di Vita, all’Aurelio, è stata ammazzata venerdì scorso dal marito in quello che gli inquirenti hanno definito un "delitto d’impeto". Ma l’elenco è purtroppo lunghissimo. Nel 2012 sono state 124 le donne uccise da mariti, fidanzati, ex compagni, fratelli, padri. Più del doppio rispetto ai dati di quattro anni fa. I killer sono uomini violenti, padri-padroni. Le vittime ‘eliminate’ in diverse località italiane. Dal nord al sud passando per le isole. Uno sciagurato fenomeno ‘trasversale’.

A questa escalation di violenza, la cosiddetta ‘violenza di genere’, Ostia si ribella. Ieri sera si è tenuta un’assemblea molto partecipata presso la Sala Sinibaldi dell’ospedale Grassi pochi giorni dopo il flash mob ‘Rompiamo il silenzio. Un fiore per Michela e le altre’, organizzato al pontile di Ostia dopo l’assassinio di Michela Fioretti, l’infermiera 41enne del reparto dialisi del nosocomio lidense freddata con quattro colpi di pistola dall’ex marito, la guardia giurata 42enne Guglielmo Berettini sul viadotto Zelia Nuttal, a Dragona. Lui, dopo, si è sparato un colpo alla tempia: versa in condizioni disperate al San Camillo di Roma.

A promuovere l’iniziativa il Coordinamento di donne del territorio e Punto D. All’assemblea hanno partecipato le associazioni, i comitati e i centri di ascolto territoriali ma anche Pangea onlus, Differenza donna, l’Unione delle donne italiane che hanno sottoscritto la Convenzione di Istanbul.

E stasera la mobilitazione prosegue con la fiaccolata in programma a Dragona, che partirà da via Felice da Montecchio, dove abitava Alessandra Iacullo, la ragazza di 30 anni accoltellata a morte la sera di giovedì scorso in via Riserva del Pantano. Dalla 3° sezione della mobile, che indaga sul delitto, fanno sapere che “l’attività investigativa è nel pieno”. L’autopsia, effettuata sabato scorso a Tor Vergata, avrebbe accertato che il decesso sarebbe avvenuto a seguito della recisione della giugulare. Per dissanguamento. Non vi sarebbe traccia di violenza sessuale. Anche questo sembrerebbe essere un omicidio ‘passionale’, nel quale non si esclude il coinvolgimento di una donna.

Maria Grazia Stella