Nodo rifiuti, il cementificio di Guidonia e l’inceneritore di Albano nell’occhio del ciclone

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Non si fermano le proteste in provincia contro il trasferimento dell'immondizia romana. Dopo le barricate nelle discariche questa volta l'attenzione si sposta sugli impianti industriali, dove il governo centrale sembra aver concentrato tutti i suoi sforzi.

A Guidonia continua la mobilitazione contro l'uso del cementificio per lo smaltimento dei rifiuti. «Il territorio di Guidonia Montecelio sopporta da anni pesanti condizionamenti ambientali, a cominciare dalla discarica dell’Inviolata. Non può esserci ulteriore spazio per progetti industriali a forte impatto inquinante come la possibilità di bruciare i rifiuti prodotti nel Lazio, sotto forma di Cdr o Css, utilizzando gli impianti del cementificio Buzzi Unicem» – dichiara in una nota Marco Vincenzi, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio.La tutela della salute dei cittadini – riprende Vincenzi – deve essere al primo posto. Non possiamo chiudere gli occhi nei confronti di iniziative che rischiano di peggiorare la qualità dell’aria e di compromettere in modo irreparabile l’ambiente del territorio tiburtino e Nord-est. Il gruppo consiliare del Partito Democratico alla Regione Lazio condivide in pieno e fa propria la battaglia promossa dal PD di Guidonia Montecelio contro l’ipotesi di bruciare l’immondizia nello stabilimento della Buzzi Unicem».

Sul caso i grillini hanno annunciato anche una battaglia in parlamento.

Ad Albano si attende invece il pronunciamento di oggi del Consiglio di stato sull'inceneritore. Il clima è di grande attesa senza considerare che si viene da una settimana piuttosto calda, col no inc in sit in permamente davanti alla discarica e con il Comune che ha fatto istanza di riesame dell'aia (autorizzazione integrale ambientale).