Subiaco, padre mummificato con scotch e cellophane: era un tipografo vaticano

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L'aveva prima avvolto con dello scotch da pacchi, poi con del cellophane, quasi a farne una mummia, quindi chiuso in una nicchia in una stanza di casa chiusa con mattoni e cemento. Non solo, aveva anche sigillato con del silicone la porta della stanza dove si trovava il genitore, ex tipografo presso il Vaticano, murato nella nicchia creata. Un tentativo di celare la morte del genitore, quello compiuto da un 44enne fermato dai carabinieri della compagnia di Tivoli che sarebbe andato avanti da un paio di anni. La scoperta dei militari è avvenuta praticamente per caso.

I carabinieri infatti si erano recati presso l'abitazione che il 44enne condivideva con il genitore, a seguito di una segnalazione di presunta presenza di sostanza stupefacente nell'immobile a Subiaco. Nel corso della perquisizione però i militari si sono trovati di fronte ad una porta sigillata. Chiese spiegazioni al 44enne si sono sentiti replicare di non "aprire perchè dentro c'è mio padre che sta male".

L'uomo, però non è riuscito a resistere a lungo alle domande degli investigatori ormai sempre più insospettiti e ha confessato. Quindi la macabra scoperta del genitore ormai praticamente mummificato. Il 44enne aveva nascosto la morte del padre per poter continuare a percepirne la pensione, circa 1.400 euro al mese, che gli veniva accredita su un conto corrente dove il figlio aveva la delega e di cui deteneva il bancomat.

L'uomo, un nullafacente tossicodipendente con precedenti per detenzione e spaccio di droga, è stato quindi fermato dai carabinieri. Omicidio volontario e occultamento di cadavere i reati che si apprestano ad essergli contestati. Il cadavere è ora a disposizione del medico legale per l'autopsia e verificare se quanto riferito dal fermato corrisponda al vero, ossia che il genitore sia morto nell'agosto 2011.