L’ultimo saluto ad Aldo De luca

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Si sono appena conclusi i funerali di Aldo De Luca, una celebrazione laica nella cornice dell'Aranciera di San Sisto, in via delle Camene. Centinaia di amici e colleghi si sono stretti attorno alla famiglia per manifestare il loro affetto e per dare l'ultimo saluto al giornalista del Messaggero. Tanti i volti noti presenti all'Aranciera, tra questi Maurizio Mattioli, Renzo Arbore, Amedeo Goria, Giancarlo Magalli, Pippo Baudo e Francesca Rettondini, in lacrime.

I primi a parlare, di fronte al feretro, sono stati i fratelli: «Mi ha lasciato una grande eredità, la leggerezza», ha detto Sergio, il più piccolo, capo ufficio stampa di Confcommercio. «Non è mai stato il fratello maggiore che bacchettava, ma quello che ci aiutava a vivere. Tutte le mattine faceva il giro dei commissariati per prendere le notizie, si è fatto da solo, con tanti anni di gavetta – l'ha ricordato così l'altro fratello, il consigliere del Pd, Athos De Luca – Era felice quando condivideva la sua vita con gli altri. Per noi è stato sempre una presenza di riferimento, un dandy moderno. Il giornale gli piaceva molto, e gli piaceva raccontare storie».

«La cosa più forte da condividere – ha detto la figlia, Valeria – è la gratitudine per la rete che si è manifestata subito dopo la morte di mio padre, mi ha fatto riflettere su quanto sia importante avere una visione corretta della vita e della morte. Noi avevamo risolto tutto ciò che era rimasto in sospeso nel nostro rapporto. Mi viene naturale pensare – ha aggiunto – che lui abbia trovato la prima scusa esterna per andarsene quando diceva lui. Non voleva invecchiare, odiava l'idea di ammalarsi». La figlia ha poi invitato i presenti a dare ognuno il proprio saluto ad Aldo De Luca, raccontando qualcosa di lui: «Sarebbe carino accompagnarlo in questa trasformazione. Lui rimuoveva tutto ciò che non era allegro, quindi non dite nulla di triste», si è raccomandata. Il primo a farsi avanti è stato il figlio primogenito: «Un saluto papà, non ci vedremo più, addio».

«Io gli proposi di fare l'imitazione di Occhetto. Da quel momento per lui si è aperta una seconda professione che amò per la sua leggerezza», ha ricordato Pierfrancesco Pingitore, mentre il primo capo di Aldo De Luca, Filippo Anastasi, al Messaggero, ha detto commosso: «Ho trovato un ragazzo che m'ha dato il suo mestiere, la sua lealtà, la sua amicizia». Poi è arrivato il turno di Maurizio Mattioli, che lo ha ringraziato «per non aver tradito l'amico per il giornalista». Una delle ultime ad alzarsi é stata Patrizia Mirigliani: «La sua figura mi rassicurava – ha detto sorridendo – non mancava mai agli eventi di Miss italia, era il primo ad arrivare e l'ultimo ad andarsene. Amava il concorso e voleva bene a me che lo rappresentavo e a mio padre. Mi fidavo di lui – ha concluso – non usciva mai nulla sul giornale di ciò che io gli confidavo riguardo al concorso».

Pippo Baudo, ricordando Aldo de Luca ha detto: «Era un bravo ragazzo, un amico. Fu un giornalista, ma soprattutto uno a cui piaceva ridere, scherzare. Le sue partecipazioni alle conferenze stampa a Sanremo mi facevano sempre ridere, si inventava delle cose assurde. Era un ragazzo che amava la vita, era contento anche di andare in pensione. Peccato, è una cosa ingiusta perdere la vita in una maniera cosi stupida e cosi presto».

Aldo De Luca è morto giovedì mattina all’ospedale Santo Spirito. Ancora misteriose le cause della morte. Gli amici, fuori dall'Aranciera, hanno parlato di avvelenamento da cibo, di un batterio killer che dall'intestino è arrivato al fegato, provocando il malore. Alle tre, la salma è stata trasportata al cimitero di Prima Porta.

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