Tor Pagnotta ostaggio del cantiere

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Che il filobus Eur -Tor de Cenci- Laurentina- Tor Pagnotta avrebbe portato più disagi che benefici era chiaro fin dall'inizio e che a giovarne era solo il noto imprenditore edilizio che è riuscito a far partire la sua mega lottizzazione ancor più cosa certa. Ci rimettono, invece, i cittadini, automobilisti, contribuenti, ma anche commercianti alle prese con via Laurentina ridotta all'osso: passata da 9 a soli 6 metri per ogni senso di marcia, con buona pace dell'ampliamento avvenuto solo ochi anni prima e dell'arredo verde  degli spartitraffico centrali. 

«Ogni mattina usciamo di casa e ci facciamo il segno della croce», afferma Monica, che aggiunge «sto maledicendo il giorno in cui ho comprato casa qui nel quartiere Tor Pagnotta, poco fuori all'uscita del raccordo: spesso ci mettiamo in fila appena usciamo dal garage nell'unica via di uscita che abbiamo sulla Laurentina. Caltagirone doveva costruire il ponte sul raccordo prima di avere le concessioni invece ha tirato su i palazzi, ma del ponte neanche l'ombra».

«In realtà qui era prevista la metropolitana», racconta Annamaria, «ma poi si sono inventati il pretesto del filobus per far partire la lottizzazione che ora è rimasta coi palazzi incompleti, abbandonati e invenduti anche perchè i prezzi sono mostruosi rispetto alla zona e alle dimensioni dei miniappartamenti: pare che si stiano accordando col Comune per metterci dentro gli sfollati dei residence. Quando ho comprato casa mi avevano promesso l'affaccio sul parco e mostrato il piano regolatore che prevedeva il verde pubblico; ora invece sul parco sotto casa ci stanno costruendo dei mostri di 8 piani bianchi tipo ospedale e la beffa è che il Comune ci ha fatto pagare pure migliaia di euro a testa per l'esproprio di quelle aree».

La situazione è drammatica anche per le attività che si affacciano sulla Laurentina, ora nascoste dietro ai cantieri della Filovia: «stiamo perdendo fino al 50% degli incassi», afferma il titolare dei ricambi per auto sul lato opposto al mercato laurentino.

«I lavori dovevano finire nel 2011, almeno così ci avevano promesso, invece stiamo ancora in alto mare; siamo stati convocati a tre tavoli con i tecnici di Romametropolitane e ogni volta i tempi di ultimazione dei cantieri non sono stati rispettati», continua il commerciante «l'assessore locale ai lavori pubblici Morgia ha ammesso che si sono dimenticati di fare la svolta per l'inversione di marcia che prima consentiva ai clienti provenienti dal centro di raggiungerci; ora siamo isolati e per fare la svolta un cliente dovrebbe percorrere un chilometro più avanti  e tornare indietro a via di Tor Pagnotta, così molti ci rinunciano e noi perdiamo il lavoro. Senza contare che inoltre a due passi da qua stanno costruendo un mega quartiere e l'ennesimo Centro Commerciale». 

Anche gli altri commercianti sono nella stessa situazione: l'autolavaggio, il gommista, il bar e il mobilificio. La titolare di quest'ultimo negozio conferma che gli incassi sono scesi del 45% rispetto agli altri della stessa catena a Roma, e ciò nonostante i forti sconti. Mentre parliamo un'ambulanza fatica non poco a districarsi nel traffico bloccato e una signora che scende dall'autobus per andare al mercato esclama infuriata «mezz'ora ad aspettare l'autobus e un'altra mezz'ora per fare due chilometri di fila». Chiediamo da dove viene e risponde «da Tor Pagnotta». 

Silvio Talarico