Roma colabrodo, Municipio II e XIX i più colpiti nei primi mesi del 2013

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Da semplici buche a vere e proprie voragini, profonde in media un paio di metri e con un diametro che può arrivare anche a diverse decine di metri. Questo lo scenario familiare ai cittadini romani raccontato nel servizio “Le strade di Roma tra buche e voragini” di Spazioconsumatori tv. Chiunque sia solito fare passeggiate nei diversi quartieri della Capitale, infatti, non può non notare i frequenti dissesti che interessano il manto stradale, che spesso rendono difficile spostarsi anche per i motocicli o le sedie a rotelle. Le buche sono un problema strutturale della città di Roma.

Come infatti spiega Stefania Nisio, Primo Tecnologo Ispra, le «cause più frequenti delle buche sono due, la prima (più grave) è che il sottosuolo di Roma è caratterizzato da cavità sotterranee, che sono state realizzate in passato soprattutto per estrarre materiali da costruzione. Queste cavità costituiscono una rete di gallerie al di sotto della città. La seconda causa va cercata nelle disfunzioni della rete dei sottoservizi, infatti, la nascita di una perdita da una conduttura idraulica può favorire la voragine in superficie. Si consideri anche che le due cause possono sovrapporsi inasprendo le criticità». Ma quali sono, generalmente, i tempi di riparazione? Purtroppo non sempre si riesce a risolvere il problema in tempi brevi.

I casi eclatanti rimandano alla oramai famosa via San Giosafat, in zona Aventino, che è chiusa dall’87. Oppure via Giannetto Valli, nel quartiere Portuense, anche questa chiusa ormai da alcuni anni. Il servizio di Spazioconsumatori, a titolo esemplificativo, mostra via Augusto Dulceri (zona Pigneto): la strada è chiusa dal 10 settembre 2012. Quella notte due automobili in sosta sprofondarono nella voragine. I lavori di rifacimento sono cominciati a gennaio, ora dovrebbero essere terminati, ma in realtà sembra si siano arenati. Purtroppo questo non è un caso isolato, si pensi alle segnalazioni del sito www.voragini.it, secondo il quale solo nel 2012 si sono aperte 72 voragini, in aumento quindi rispetto alle 44 del 2011.

Per quanto riguarda il 2013 i dati sembrano addirittura registrare il picco della media mensile, che quest’anno raggiunge il 9,5. Finora, infatti, sono state registrate ben 38 voragini in soli 4 mesi (compresi 6 dissesti). Le cause di questi crolli vanno naturalmente cercati nel sottosuolo. Ma quali sono le zone più colpite in questi primi mesi dell’anno? Sicuramente il III e XIX Municipio sono i quartieri più interessati dal fenomeno. A seguire troviamo il I e il VI Municipio. «Un bel da fare, insomma, per la prossima Giunta Capitolina – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – che dovrà occuparsi in maniera incisiva della problematica che interessa la Capitale in maniera così trasversale, dai quartieri più centrali a quelli più periferici».