Anzio, abbandona figlia in ospedale dopo averla ridotta in fin di vita: arrestata

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Si sono concluse con l’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere per i reati di tentato omicidio, lesioni gravissime ed abbandono di minore, le indagini nei confronti di una cittadina di nazionalità bulgara che lo scorso gennaio aveva accompagnato la figlia di due mesi all’ospedale di Anzio per uno stato di disidratazione e sospetta bronchiolite. La neonata, trasportata successivamente all’ospedale Policlinico Umberto I in prognosi riservata ed in grave pericolo di vita, era stata ricoverata in terapia intensiva.

I successivi accertamenti medici e gli esami strumentali avevano evidenziato un quadro clinico molto grave derivante da emorragie cerebrali e fratture craniche che le hanno provocato uno stato di disabilità permanente. Inutili i tentativi del personale sanitario di contattare la madre della bambina. La donna infatti, subito dopo il ricovero, aveva fatto perdere le sue tracce e non si era più recata in ospedale per informarsi delle condizioni di salute della figlia.

Sono quindi scattate le indagini degli agenti del commissariato di Anzio, che hanno rintracciato la donna accompagnandola negli uffici di polizia per ricostruire la dinamica di quegli eventi che avevano portato a così gravi e sospette lesioni cerebrali della bambina. Le dichiarazioni e la ricostruzione effettuata della donna su una caduta accidentale dal letto o sulle lesioni provocate dal fratello più grande, sono sembrate agli investigatori poco compatibili con la gravità delle fratture riportate dalla bambina. 

L’esito ulteriore delle analisi e del successivo sopralluogo effettuato dal personale della polizia scientifica all’interno dell’abitazione hanno fornito ulteriori conferme che i fatti fossero andati in maniera completamente diversa da quanto dichiarato dalla donna. Alla luce di quanto emerso nel corso delle indagini l’autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di R.T.M., 33enne, che nel frattempo si era resa irreperibile, e che gli investigatori sono riusciti a rintracciare passando al setaccio gli ambienti della prostituzione.