Torre Spaccata, sequestrarono e rapinarono 12enne: presi bulli minorenni

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I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Casilina hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale per i minorenni di Roma nei confronti di due giovani sedicenni, residenti nel quartiere di Torre Spaccata, perché ritenuti responsabili di rapina aggravata, lesioni gravi e sequestro di persona. I due, con la complicità di altri amici, avevano preso da qualche tempo di mira un bambino 12enne di modesta estrazione familiare, andato a vivere da un anno con la sua famiglia nel quartiere.

La sera del 1 marzo scorso, al culmine di un periodo di minacce ed insulti, i “bulli” hanno incontrato in strada, per caso, il ragazzino, che era stato mandato dal padre ad acquistare del pane e lo hanno condotto con la forza in un parco poco distante da casa, a quell’ora deserto. A questo punto gli hanno rubato il cellulare di ultima generazione da poco ricevuto in regalo da un parente, pretendendo anche dei soldi che il giovane non aveva. Non ottenendo il denaro, i due “bulli” lo hanno picchiato colpendolo con calci e pugni, e impedendogli per più di un’ora disperato e in lacrime di allontanarsi.

I due sono scappati solo quando hanno udito la voce del padre del piccolo che, allarmato dal ritardo del figlio e per il fatto che non rispondesse al telefono, era andato a cercarlo, chiamandolo ad alta voce. Raggiunto il padre quasi privo di forze, il bambino non ha trovato il coraggio di accusare gli autori attribuendo le lesioni a cause accidentali; il genitore, tuttavia, allarmato,  ha chiamato i carabinieri.

La pattuglia mobile di zona della compagnia carabinieri Roma Casilina, immediatamente intervenuta, ha provveduto a far accompagnare il piccolo presso l’ospedale S. Pertini, dove le condizioni di salute sono state giudicate tanto gravi da far emettere una prognosi di 30 giorni, comprensiva non solo delle lesioni fisiche, ma anche, e forse le più gravi, di quelle psicologiche.

Per le indagini, condotte a partire dalle scarse informazioni ricevute in denuncia, i militari dell’arma si sono avvalsi di alcune testimonianze e, soprattutto,  dei collegamenti emersi scandagliando i profili e le amicizie in comune tra la vittima e il gruppo di “bulli” su un social network, i carabinieri sono riusciti ad estrapolare le foto che a seguito di accertamenti documentali, pedinamenti, servizi di osservazione, contatti confidenziali hanno portato all’identificazione dei due sequestratori.

Comunicate tempestivamente tutte le risultanze acquisite nella complessa attività d’indagine, la Procura  presso il Tribunale per i minorenni ha richiesto ed ottenuto le misure cautelari a carico dei giovani “bulli” che, solo per la loro giovane età, sono stati destinati ad istituti di rieducazione minorile. I due dovranno rispondere di “rapina aggravata in concorso”, “sequestro di persona”, “lesioni aggravate in concorso” e “minacce aggravate in concorso”, tutto con l’ aggravante della reiterazione.