Roma, valanga di occupazioni. Oggi corteo per la casa alla Regione

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«La sveglia è di nuovo suonata». Così sabato scorso i movimenti per la casa hanno annunciato la nuova tappa dello “tsunami tour” per il diritto all'abitare, a distanza di pochi mesi da quel 6 dicembre in cui i comitati occuparono una decina di edifici sfitti e abbandonati. Una mobilitazione davvero imponente: «Altri 13 spazi sono stati sottratti ai signori del mattone e della speculazione proprio nel momento in cui si vorrebbe riversare su Roma una nuova valanga di cemento privato approvando in zona cesarini una nuova sfilza di delibere urbanistiche che in realtà rappresentano l'ennesimo 'Sacco di Roma'», recita un comunicato congiunto di Action, Coc, Bpm e Coordinamento.

Le occupazioni effettivamente portate a conclusione sono una decina, hanno coinvolto un migliaio di persone: si va dai palazzi sfitti di Caltagirone a Tor Sapienza e Ponte di Nona alla ex Asl ormai dismessa in zona Garbatella, dal patrimonio sfitto dell'Atac in zona Tiburtina a uno stabile della Banca Popolare di Milano a San Basilio. Occupati anche dei locali dell'assessorato alla Casa della Regione Lazio all'Eur e uno stabile di proprietà dei Cavalieri dell'Ordine di Malta sull'Appia. Accanto alle occupazioni a scopo abitativo ci sono quelle di chi reclama più servizi pubblici, come lo studentato occupato Degage nato in via Antonio Musa. I ragazzi della Libera Repubblica di San Lorenzo, esperienza nata al cinema Palazzo e al teatro Valle, hanno occupato domenica un grande magazzino di proprietà del comune in via dei Peligni.

«Diventerà un centro per sopperire alla carenza di servizi nel quartiere. Pensiamo a un'aula studio, un doposcuola e una copisteria popolari, un servizio di book sharing, uno sportello legale, un cineforum. – spiega Marta, una delle occupanti – Quello che ci sorprende è la grande solidarietà dei residenti, che vengono a firmare per noi, partecipano alle assemblee». E lo 'tsunami tour' dei movimenti per l'abitare oggi fa tappa alla Regione Lazio, per una manifestazione che chiede a gran voce lo stop degli sfratti e degli sgomberi, lo stop alla costruzione di case a prezzi stellari e la requisizione del patrimonio immobiliare inutilizzato per farne case popolari, studentati, servizi sociali e culturali. Davide Lombardi