La rinascita dei teatri delle periferie romane

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Riparte la programmazione degli ex teatri di cintura inaugurati dall'ultima Giunta Veltroni per rilanciare la cultura nelle periferie romane. Dopo le polemiche sul bando Gasperini, dopo quell'infuocata conferenza stampa del 7 dicembre in cui l'assessore alla Cultura fu duramente contestato, dopo flash mob e occupazioni, si ricomincia. In ritardo, se si pensa che le stagioni teatrali prendono il via a settembre, con un budget economico molto limitato, ma con una programmazione di qualità che ha subito trovato le prime risposte, molto positive, della cittadinanza.

A Tor Bella Monaca si comincia con Giorgio Tirabassi: «Si va verso il tutto esaurito per tutte e tre le serate, – spiega Filippo D'Alessio, presidente di Seven Cult, una delle associazioni che ha vinto il bando – e già ci sono molte prenotazioni per gli spettacoli futuri, persino per quello di Cristicchi che si terrà a maggio.

E' un segnale che il nostro progetto risponde alle aspettative del pubblico». Al teatro di Tor Bella Monaca vanno 282mila euro, pochi se si pensa che con la gestione Veltroni, come spiega il candidato alle primarie di centrosinistra per la presidenza del Municipio Fabrizio Cremonesi, in alcuni casi si è superato il milione. «Negli ultimi anni c'è stato un gran calo di visitatori e di qualità della programmazione, a causa della miopia culturale e gestionale di Alemanno, – denuncia Cremonesi – che aveva ereditato un teatro in salute e con risorse importanti. Da oggi si puo' ripartire, e ringrazio Alessandro Benvenuti (il direttore artistico, ndr) che si è messo a disposizione a titolo gratuito».

Anche al Quarticciolo le risorse sono più che dimezzate, ma la serata di inaugurazione è andata alla grande, spiega la direttrice artistica Veronica Cruciani: «Ha suonato una banda di 40 bimbi del territorio, dai 6 ai 15 anni, e poi ha cantato Tosca.

C'era il pienone, finalmente questo posto ricomincia a vivere, dopo che l'incertezza ha rischiato di creare uno scollamento fra il teatro e il territorio». Ieri il via con lo spettacolo di Valerio Aprea, 90 prenotazioni su 160 posti già in mattinata, si va verso il tutto esaurito anche qui. Insomma, nonostante il tour de force delle associazioni e delle direzioni artistiche che, vinto il bando a marzo, hanno avuto pochissimo tempo per preparare la programmazione, e nonostante il budget limitato, la cultura nelle periferie riparte. Dopo un lungo pit stop, e in attesa dell'apertura del teatro del Lido di Ostia, prevista per il prossimo autunno.