Malagrotta, la valle dei veleni

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Quali responsabilità si celano dietro le morti di Valle Galeria? È il momento di rompere il muro del silenzio. Il Codici chiede al nuovo Consiglio Regionale una commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità delle morti di Valle Galeria.

Sono ancora molte le questioni da chiarire circa la pericolosità dell’area e le cause delle morti e delle malattie dei residenti. I dati epidemiologici presentati dall'associazione parlano chiaro e fanno comprendere quali siano i rischi per la popolazione.

«Esiste una associazione tra mortalità e livelli di esposizione a H2S, idrogeno solforato – si legge nel rapporto di Codici. Si tratta di un gas incolore dall'odore caratteristico di uova marce, in questo caso selezionato come tracciante della discarica. L’analisi evidenzia un aumento della frequenza di casi di mortalità per tumore della laringe, della vescica all’aumentare dell’esposizione all’H2S. Mentre per quanto riguarda i ricoveri, l’analisi rileva una correlazione tra l’H2S e malattie dell’apparato circolatorio nelle donne. Negli ultimi anni – continua la nota – nella zona circostante Ponte Galeria sono aumentate negli uomini le patologie dell’apparato respiratorio. Per le patologie tumorali si registra per le donne un aumento di tumore della mammella. T

ra gli uomini si è riscontrato un aumento di ricoveri per patologie alla tiroide. Secondo la sintesi degli ultimi risultati del monitoraggio effettuato dall’Arpa Lazio sulle acque superficiali e sotterranee è emerso uno stato di contaminazione diffuso delle acque. In particolare – si legge ancora nel documento – è risultata la presenza, con valori superiori ai limiti di legge, delle seguenti sostanze: solfati, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, clorulo di vinile, diclorobenzene, tetracloroetilene e infine il burtibenzenesolfinammide, sostanza indicata come possibile marker di contaminazione da discarica rifiuti RSU[2] (Dipartimento di epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio del 2012).

Troppe persone si sono ammalate, troppe sono morte. È arrivato il momento di squarciare il velo di omertà che si è formato intorno alla vicenda. Se ci sono delle omissioni, delle mancanze da parte di soggetti responsabili, queste devono uscire alla luce del sole».