Marò, il palco delle polemiche all\’ombra del Colosseo

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Disagi e stupore ieri mattina per i turisti ed il personale del Colosseo. Nella notte di ieri, proprio a ridosso dell’ingresso all’anfiteatro è stato allestito un palco lungo diciotto metri e largo sei, con i tralicci che quasi sfioravano il colonnato, per ospitare la manifestazione a sostegno dei marò, tenutasi ieri ed organizzata dal Comune di Roma, accompagnata dallo spegnimento delle luci dell’Anfiteatro Flavio, del Foro Romano e dei Mercati Traianei.

Ebbene questo allestimento ha creato disagi ai numerosi visitatori, costretti a non pochi slalom prima di accedere all’ingresso del monumento, tra l’altro in piena area di sicurezza. «Non sapevamo nulla – ha dichiarato ieri pomeriggio il personale del Colosseo – Ecco perché molti turisti ci hanno chiesto se l’Anfiteatro avrebbe osservato il solito orario fino alle 19.15! Stamattina ci siamo trovati davanti questo palco con grande sorpresa».

Certamente non sarà stato molto comodo per i visitatori uscire alle 19.15 dal Colosseo e trovarsi al cospetto di una manifestazione che sarebbe iniziata un quarto d’ora dopo senza alcun preavviso. E così, vuoi per i disagi arrecati ai visitatori, vuoi per l’assetto “abusivo” dell’organizzazione, dato che né palco né spegnimento dell’illuminazione erano stati autorizzati, l’afflato solidale di Alemanno ha suscitato non poco diniego a Palazzo Massimo e, spente le luci sul Colosseo, infuria un polemico botta e risposta tra Campidoglio e Soprintendenza. «La posa in opera della struttura del palco – tuona la soprintendente Mariarosaria Barbera in una lettera inviata ieri al Campidoglio e condivisa con il ministro Lorenzo Ornaghi e il segretario generale Antonio Pasqua Recchia – oggetto di ordinanza del sindaco del 2 aprile (pervenuta in data odierna) e realizzato a ridosso delle arcate del Colosseo e dell’ingresso dei visitatori, non è autorizzata da questa Soprintendenza e risulta in contrasto con gli accordi intercorsi in merito alla sicurezza dell’area esterna all’Anfiteatro».

La nota di Palazzo Massimo ha ribadito inoltre la situazione di «gravissimo disagio e rischio per il pubblico» avocando la necessaria rimozione del palco. Anche la proiezione sulla facciata del Colosseo, lo spegnimento dell’illuminazione interna di sicurezza dell’Anfiteatro e del Foro Romano sarebbero state «non autorizzate ed in contrasto con le esigenze di tutela del monumento».

Una dura reazione, quella della Soprintendenza, che ha coinvolto anche il prefetto di Roma ed i vigili del fuoco, lasciando irremovibile il sindaco Alemanno che, dal Campidoglio, incurante delle accuse, assicura: «Faremo comunque la manifestazione perché non c’è nessun palco ma solo una pedana di 30-40 cm e non c’è nessun pericolo. Andiamo avanti e non vogliamo sentire storie. Bisogna manifestare dal Colosseo per dare solidarietà ai nostri marò con il rispetto per il ministero che fa il suo mestiere», ha detto il primo cittadino. In serata, subito prima dell’inizio della manifestazione, è arrivata la notifica dell'ordine di sgombero da parte dei carabinieri dei Beni culturali.

Samantha De Martin

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