Roma: «Tasse, rischio aumento del 30%». La Cgil chiede un incontro in Comune

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«Secondo una recente indagine condotta e presentata da Eures e Cgil di Roma e del Lazio, nella città di Roma 8 persone su 10 si sentono vulnerabili e hanno identificato: spese impreviste, perdita del lavoro, mancato accesso al mercato del lavoro e riduzione del tenore di vita, quali cause del loro disagio sociale.

Per il segretario della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, a partire dal 2011 si evidenzia un incremento della pressione fiscale sui cittadini romani che nel 2012 ha avuto un ulteriore incremento anche a causa dell’introduzione dell’IMU. Nel 2013 con l’aggiunta della TARES, il complesso delle entrate tributarie potrebbe aumentare ulteriormente di circa il 30% se l’amministrazione capitolina non interverrà con un regolamento che preveda agevolazioni ed esenzioni per le situazioni di disagio sociale.

«Il sindaco Alemanno e l’amministrazione capitolina – prosegue Di Berardino- hanno la possibilità e il dovere di dare delle risposte ai cittadini approvando subito il bilancio e verificando la disponibilità delle risorse da indirizzare sugli investimenti , per far ripartire il lavoro con interventi di manutenzione e piccole opere». Nello stesso tempo la Cgil ritiene necessario affrontare anche la partita fiscale rimodulando l’IRPEF, facendo pagare meno a chi ha meno, di più a chi ha di più, tenendo conto di chi ha perso il lavoro, degli oltre 200.000 disoccupati a Roma, 40.000 cassaintegrati, gli oltre 300.000 precari e di chi ha pensioni basse. «Occorre quindi, rimodulare le aliquote dell’IMU e dell’addizionale IRPEF rendendole progressive per scaglioni di reddito, adeguando così anche la finanza locale all’articolo 53 della Costituzione. La riduzione della pressione fiscale sui meno abbienti – precisa ancora Di Berardino – potrebbe contribuire al rilancio dell’economia romana provocando un incremento della domanda. Chiediamo al sindaco Alemanno di convocare subito le parti soci