Rom finti poveri con conti a sei cifre

0
21
 

Nomadi, bisognosi, ma in realtà ricchi. E' davvero incredibile il risultato di una indagine portata avanti dalla polizia municipale di Roma: 88 persone residenti nei campi nomadi della capitale erano in realtà intestatari di conti correnti postali, libretti di risparmio e deposito titoli per quasi dieci milioni di euro. Alla faccia dell'indigenza e del bisogno, queste persone (di varie nazionalità, soprattutto dell'ex Jugoslavia, ma anche molti italiani e nello specifico romani) avevano chiesto e ottenuto dal Comune un posto nei “Villaggi di solidarietà” organizzati dalla Giunta Alemanno a danno di persone che ne avevano realmente bisogno.

Ma l'indagine della polizia municipale che ha analizzato 3.500 posizioni di nomadi residenti nei campi autorizzati (dal campo in via di Salone al Collatino a quello della Barbuta al confine con il comune di Ciampino) ha fatto balzare agli occhi l'incredibile incongruenza e provocato decine di denunce in procura per truffa ai danni di Roma Capitale, falso e uso di atto falso per aver indotto in errore la pubblica Amministrazione nella concessione dei moduli abitativi a chi in realtà non ne aveva bisogno. In molti casi queste persone si dichiaravano nullafacenti e nullatenenti, ma erano titolari di conti postali da oltre 100mila euro e proprietari di veicoli di grossa cilindrata.

Alcuni di loro addirittura avevano presentato domanda per avere una casa popolare. Il sindaco Alemanno ha già fatto sapere che gli irregolari saranno subito espulsi e gli alloggi ridistribuiti. «E' la conferma – dice il consigliere comunale del Pdl, Federico Rocca – di quanto denunciai già lo scorso anno in aula Giulio Cesare presentando una mozione, poi approvata, con la quale chiedevo un’intesa con la guardia di finanza per avviare controlli fiscali e patrimoniali sui nomadi residenti sia nei campi attrezzati che in quelli irregolari. E' decisivo che i controlli messi in atto dalla polizia municipale di Roma proseguano a tappeto per porre fine a questo scandalo che si perpetra ai danni dei cittadini romani e di coloro che sono effettivamente più bisognosi».

Tiziano Pompili