«Alemanno non ci paga» La rivolta dei \’\’nonni vigile\’\’

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Adesso basta, ci siamo stufati di aspettare: domani è venerdì e sarà l'ultimo giorno che svolgiamo questo servizio; poi rimarremo tutti a casa»: si sfoga così Giuseppe mentre presidia le strisce pedonali di via De Finetti, avanti alla scuola di Fonte Laurentina, zona XII Municipio. Giuseppe è uno dei tanti nonni vigile che ogni giorno con puntualità, precisione e pazienza svolgono la preziosa attività di rendere sicuri gli attraversamenti pedonali avanti alle scuole: berretto e gilet arancione, paletta alla mano, con la pioggia che scende impietosa, e lui sempre lì, dall’inizio dell’anno scolastico.

Ma da Lunedì i bambini delle scuole non si ritroveranno più gli amati “nonni arancioni” a presidiare le strisce pedonali. Motivo? Il Comune non ha finora retribuito il rimborso del buono pasto giornaliero di 4,65 euro: non certo un paga, piuttosto una cifra simbolica, sufficiente a malapena per un cornetto e cappuccino. Dall'inizio dell'anno scolastico neanche un euro è arrivato, eppure risulterebbe uno stanziamento di 240.000 euro per far fronte all'attività di circa 2.000 anziani in pensione, che svolgono un servizio volontario di vigilanza in 400 scuole romane, presidiando l'entrata e l'uscita dalle classi dei vari studenti in tutta la capitale. Già negli scorsi anni ci furono gravi problemi e ritardi nei pagamenti, che a partire dal 2009 peggiorato alimentando polemiche quanto infruttuose.

Un servizio, quello dei “nonni vigile” richiesto a gran voce dai genitori degli alunni di Fonte Laurentina che alla riunione tenuta dal locale comitato di quartiere lo scorso ottobre, espressero le proprie preoccupazioni per le auto che percorrono a gran velocità il quartiere senza rispettare la segnaletica. Di un presidio fisso dei Vigili Urbani neanche a parlarne visto che nelle ore di punta sono praticamente tutti precettati sulle consolari, e in particolare sulla Laurentina con i disastrosi cantieri dei filobus che riducono al lumicino le carreggiate e amplificano le file fino a fuori Roma.

E allora l'unica alternativa erano proprio loro, i “vigili nonni”. La notizia dell'avvio del servizio fu data con grande enfasi dal Municipio che annunciava l'avvenuto stanziamento dei fondi necessari e accolta con favore dai residenti. «Mi sento umiliato e preso in giro perchè ogni volta che chiedevamo notizie ci rimandavano sempre al giorno dopo e quel giorno non è mai arrivato: ora basta davvero, ancora domani e poi smettiamo tutti» conclude Giuseppe palesemente deluso e amareggiato. Silvio Talarico