Strade Groviera: Roma in ginocchio

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Se il 2012 è stato l'anno dei re- cord in tema di voragini, quello in corso non è da meno. A oggi le segnalazioni di dissesti stradali nella capitale hanno raggiunto quota 21. 14 solo a gennaio. E a marzo siamo già a tre casi: via dei Pisoni (Municipio IX), via Lorenzo Il Magnifico e via dei Gordiani (Municipio VI). Particolarmente allarmante quest'ultimo caso. Si tratta di uno sprofondamento nel parco di Villa De Sanctis. «Rilevati estesi vuoti che hanno portato anche alla chiusura per precauzione – in attesa di ulteriori verifiche sulla stabilità dell'edificio – della scuola Elementare e Materna in via Romolo Balzani 55». La segnalazione arriva dall'ormai celebre sito voragini.it, ma basta affacciarsi dalla propria finestra, fare un giro in mac- china o peggio ancora in moto o bicicletta per accorgersi che Roma sta attraversando una vera e propria emergenza.

E questa volta è la stessa maggioranza al governo capitolino a riconoscerla come tale. Alle pericolose voragini si aggiungono le migliaia di buche che in questi giorni sono riapparse su tutte le strade cittadine con la complicità della pioggia. Fessurazioni, retinature e zolle di asfalto saltate mettono a rischio sicurezza pedoni, moto e bici e costano agli automobilisti romani consistenti spese per la riparazione di semiassi, cerchioni e gomme da sostituire.

Via Salaria, via dei Prati Fiscali, via Collatina, via Aurelia, via Prenestina, via Nomentana, via di Boccea, solo per citare alcune strade, si presentano con consistenti retinature e dissesti. Sono trappole insidiose che si sono riformate soprattutto là dove sono stati effettuati recenti e disastrosi rattoppi, che lasciano intravedere la mancanza di un piano a medio termine. Si interviene solo in emergenza, cioè quando il guaio è già fatto. O peggio ancora quando qualcuno ci è finito dentro. E dove non si può intervenire per mancanza di fondi si provvede alle recinzioni.

Alcune solo lì da mesi. In via Appiano alla Balduina c’è un cantiere aperto per la riparazione di una buca da 40 giorni e nessuna sa che fine farà. Proprio qualche giorno fa è comparsa un altro transennamento in via Lorenzo Il Magnifico. Ma di lavori neanche l’ombra. 

«La questione della forte presenza di buche è un problema di sempre che in questi ultimi tempi è incrementato a causa del maltempo e del Patto di Stabilità che ha impedito una manutenzione adeguata – ha dichiarato ieri il sindaco Gianni Alemanno. Con grande sforzo siamo riusciti a racimolare 14 milioni di euro per gli interventi più urgenti che saranno svolti quando migliorerà il tempo».

Intanto si procede per somme urgenze. Gli ultimi stanziamenti ai Colli Portuensi, in via Magliana Nuova e via Portuense, l'area più dissestata. Ma qui le ragioni, oltre che gestionali, hanno una natura geologica a causa della conformazione sottostante il manto stradale. Da uno studio effettuato servirebbero oltre dieci milioni per la messa in sicurezza dell'area, cifre astronomiche specie in questo periodo. Proprio qualche giorno fa il presidente del XV, Gianni Paris, ha annunciato che i fondi sono finiti anche perhè l’appalto per la manutenzione è scaduto e il Campidoglio non lo rinnova.

Comitati e gruppi politici chiedono l’adozione di quella Carta della ‘suscettibilità agli sprofondamenti antropogenici’ di Roma, elaborata dagli esperti dell’Ispra e del Cnr, per sottoporre a tutela determinate aree della capitale. C'è chi poi continua a chiedere una task force per verificare quali sono le effettive emergenze, sconosciute a oggi alla stessa Amministrazione. Ma forse è troppo tardi per intervenire. Come ha fatto notare recentemente il capogruippo del Pd Umberto Marroni «una cosa è certa: Alemanno lascerà una città dissestata e in degrado».

Il Codici si rivolge «alle Amministrazioni competenti invitandole ad avviare azioni concrete per arginare un problema che da fin troppo tempo affligge la città di Roma». «Le previsioni che possiamo ipoteticamente avanzare sono preoccupanti – dice il presidente dell’associazione Ivano Giacomelli – visto che la media mensile dello scorso anno era di 6 buche al mese, mentre quest'anno, solo il primo mese ha registrato il doppio del numero delle buche».