Prima messa di Papa Francesco: manteniamo la speranza anche in tempi di cielo grigio

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Piazza San Pietro in festa per la solenne Messa di inizio del Ministero Petrino di Papa Francesco. Tante le bandiere argentine al vento e gli striscioni scritti in diverse lingue.

All'arrivo di papa Francesco con la papamobile in piazza per salutare i fedeli applausi, commozione e meraviglia. "E' bellissimo vedere il papa senza protezione, sta salutando tutti noi dalla papamobile ma scoperta, fuori dal vetro", dice un ragazzo con gli occhi lucidi. Una piazza gremita non solo di famiglie e anziani ma soprattutto di tanti giovani raccolti in preghiera. Cellulari, macchine fotografiche e telecamere sempre pronti ad immortalare il nuovo papa.

Tra i diversi striscioni: "En todo amar y servir" e "Francesco ripara la mia casa" ricordando la frase che il Signore disse a San Francesco quando arrivo' nella chiesetta di San Damiano ad Assisi.

“Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l'onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza”. Con queste parole, papa Francesco ha voluto ricordare il papa emerito Benedetto XVI all'inizio della sua omelia.

Francesco ha poi salutato “con affetto”, “i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure – ha aggiunto – i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto – ha quindi detto – ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico”. Il solo potere del successore di Pietro è il servizio all'uomo e alla Chiesa, ha detto il papa.

“Oggi, insieme con la festa di san Giuseppe, celebriamo l'inizio del ministero del nuovo Vescovo di Roma, Successore di Pietro, che comporta anche un potere. – ha detto il papa – Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull'amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle”. “Non dimentichiamo mai – ha voluto sottolineare papa Francesco – che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l'intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere. Solo chi serve con amore sa custodire!”.

“Saldo nella speranza, contro ogni speranza! Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi speranza”. È quindi l'invito rivolto dal papa: “Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore” perchè questo, “è aprire l'orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l'orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio”. Sull'esempio di Maria, il papa ha poi invitato a “custodire l'intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco – ha concluso – un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere”. “Chiedo l'intercessione della Vergine Maria, di san Giuseppe, dei santi Pietro e Paolo, di san Francesco, affinchè lo Spirito Santo accompagni il mio ministero, e a voi tutti dico: pregate per me!”. Con queste parole, e con un nuovo invito a pregare per il suo ministero appena iniziato, si è quindi conclusa l'omelia.

Ad assistere alla solenne celebrazione, oltre alle 132 le delegazioni provenienti da tutto il mondo, erano presenti le alte cariche dello Stato, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

La macchina della sicurezza messa in campo per l'intronizzazione di Papa Francesco sta presidiando ogni angolo di piazza San Pietro e zone limitrofe, dove continua incessante l'afflusso dei pellegrini.

Per uscire dalla fermata metro Ottaviano, quella di maggior interesse, il passaggio è unico e obbligatorio, in entrata e uscita e a gruppi i volontari della protezione civile e i ragazzi del servizio di accoglienza, danno informazioni e guidano i fedeli. Sono schierati lungo tutto il tragitto che porta in piazza, così come i blocchi per accedere dove le forze dell'Ordine, in divisa e in borghese, sono impegnate nel controllare borse e zaini.

Sotto il colonnato, i metal detector, passaggio obbligatorio per entrare in piazza. "Da questa mattina – hanno detto due giovani del servizio accoglienza – sta procedendo tutto bene, con i fedeli che riescono a trovare spazio in piazza per assistere alla Celebrazione".

Ingente anche la presenza degli operatori dell'Ares 118 e della Polizia di Roma Capitale. Fotografi, troupe televisive e giornalisti proveniente da tutto il mondo si sono mischiate alla folla festante. Nello spazio sopra il colonnato, una macchia nera di fotografi ed operatori.

Come da programma, inoltre, alle 6.30 è stato attivato il piano trasporti straordinario che ha garantito l'arrivo a san Pietro dei fedeli in occasione della cerimonia solenne grazie alle tre navette Termini-San Pietro, Stadio Olimpico-Ottaviano e Valle Giulia-stazione metro Ottaviano. Sino alle 14 saranno gratuite metro A, B e B1, bus 40-64 e navette.