«Treni col contagocce nelle fasce di punta, orari da modificare»

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«Nelle fasce di punta, invece di potenziare il servizio, i treni vengono messi in circolazione con il contagocce». Il giorno dopo la levata di scudi dei viaggiatori, che mercoledì hanno messo in scena una protesta plateale occupando i binari della stazione di Bracciano della linea FL3 Roma-Viterbo, sulla vicenda interviene il Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord.

Per Andrea Ricci, presidente del Comitato, la reazione degli utenti al ritardo di 40 minuti provocato da un convoglio rotto era prevedibile, perché «i continui guasti ai treni non possono che portare all’esasperazione i pendolari». I disagi patiti quotidianamente dai “forzati” dei treni regionali sono ormai all’ordine del giorno e, di fronte a questi continui disservizi, Ricci non se la sente di condannare “l’atto di forza” messo in campo dai pendolari mercoledì. Anzi, in tono provocatorio verso Trenitalia, arriva a mettere in discussione la linea seguita finora dal Comitato: «Noi che abbiamo sempre privilegiato la strada del confronto sia con Trenitalia sia interno anche nei momenti più difficili, soprattutto al fine di trovare la strada per conciliare le esigenze dei pendolari di tutte le località servite, – dice Ricci – ci chiediamo oggi se questa strada sia giusta».

Il rappresentante del Comitato ricorda che «la scorsa settimana, per l’ennesima volta, in fascia pendolari il guasto di un treno e la necessità di “spostare” i passeggeri a Termini da un treno, unito alla rarefazione dell’orario nella fascia 18-19, ha fatto sì che non siano partiti treni dalle 18.12 per Ladispoli e Civitavecchia e addirittura dalle 17.41 per Maccarese, Palidoro e Santa Severa fino alle 19.09. Non vorremmo – afferma Ricci – che la scelta di non estremizzare le posizioni del nostro Comitato si rivelasse errata». Una situazione esplosiva, dunque, che rischia di far saltare nuovamente i nervi come è già accaduto due giorni fa a Bracciano. Secondo Ricci, non può essere una pura coincidenza che l’episodio di mercoledì si sia verificato appena pochi giorni dopo la riorganizzazione dell’orario: «Non a caso – commenta – su alcuni siti si legge che l’esasperazione è legata anche a queste modifiche. Un cambiamento di orario della portata di quello subito dalla FL3, migliorativo o no che sia, non può non essere discusso e condiviso con adeguato anticipo tra tutti gli stakeholder di una linea ferroviaria, sia utenti che ferrovieri che amministratori, fino a giungere a una soluzione il più condivisa possibile da portare poi fino in fondo senza tentennamenti».

Per Ricci, dunque, le decisioni unilaterali non pagano ed è necessario rimettere mano, tutti insieme, anche agli orari dei treni in servizio sulla FL5 «la cui frequenza, nonostante le toppe che hanno parzialmente tamponato alcune delle situazioni più critiche, – conclude il presidente del Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord – è ormai totalmente inadeguata al tipo di domanda presente sulla linea».

Ester Trevisan