Testaccio, sparatoria contro la discoteca Alibi: all\’origine una lite con i buttafuori

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E’ stata una lite con i responsabili della sicurezza all’origine di alcuni colpi di pistola esplosi da due giovani la notte di S. Valentino contro una nota discoteca del quartiere Testaccio. Le indagini degli agenti del commissariato Trevi sono scattate immediatamente dopo i rilievi effettuati dal personale della Polizia Scientifica, che aveva recuperato ed esaminato alcuni bossoli e le ogive dei proiettili conficcati nel muro di ingresso e nell’insegna della discoteca.

Grazie alle testimonianze raccolte da alcune persone presenti all’esterno del locale e dai filmati delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori della sezione della Polizia Giudiziaria del Commissariato, sono riusciti ad identificare i responsabili e ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Sarebbe stata infatti proprio una violenta lite con il personale addetto alla sicurezza a scatenare la reazione.

Dopo un rapido scambio di battute, le due persone allontanatesi hanno raggiunto la loro auto, dalla quale hanno prelevato due pistole e, tornati sul posto, hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro l’ingresso della discoteca, allontanandosi subito dopo. Sulla base dei riscontri acquisiti ed alle prove raccolte nel corso delle indagini, l'autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento nei confronti dei due, identificati per i due cugini S.S. 28enne, e S.N., di 21 anni, nel frattempo resisi irreperibili.

Quest’ultimo, già latitante, con una condanna ad un 1 anno e mezzo in seguito ad una rapina commessa a Guidonia. Due successivi episodi permetteranno però di rintracciarli. Lo scorso 8 marzo, infatti, un equipaggio della Polizia, nei pressi della Stazione Termini, è intervenuto per un’aggressione nei confronti di una ragazza. Nella circostanza i poliziotti hanno bloccato ed identificato l’aggressore nella persona di G.E., di 23 anni; per lui è scattato l’arresto per i reati di lesioni personali, tentato sequestro di persona e stalking, la ragazza aggredita era infatti la sua ex fidanzata.

Insieme a lui è stato fermato anche un amico, che, privo di documenti, ha fornito alla Polizia false generalità; negli uffici del Commissariato Trevi, le indagini subito effettuate hanno permesso infatti di accertare la sua vera identità. Si trattava di Sparapano Siro, uno dei due cugini destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Nel prosieguo delle indagini gli investigatori hanno individuato nella zona di Tor Bella Monaca il possibile nascondiglio dell’altro cugino ricercato; e proprio nella serata di ieri il giovane, S.N., è stato bloccato dai poliziotti. Il fermato era in compagnia di un amico, I.V., 22enne anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine, che nascondeva nel proprio marsupio una pistola cal. 38, completa di caricatore e proiettili. Entrambi sono stati arrestati. Lo sviluppo e la conclusione dell’attività investigativa ha portato al rinvenimento – nella zona di Nettuno – e al successivo sequestro delle due armi utilizzate per esplodere i colpi d’arma da fuoco contro il locale, una Glock cal. 40 ed una Beretta cal. 9.