Nodo rifiuti, lavori a Monti dell’Ortaccio. E scatta la mobilitazione

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La conferma è arrivata direttamente dal presidente della Colari, Manlio Cerroni, in una nota diffusa nella giornata di ieri. «In riferimento alle notizie apparse questa mattina (ieri, ndr) sulla cronaca cittadina – sottolinea Cerroni – si informa che i lavori avviati in esecuzione all’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della Provincia di Roma con prot. n. 595/U il 27 dicembre 2012 per la realizzazione del primo lotto della discarica provvisoria entro 120 giorni, sono stati doverosamente sospesi dalla Direzione dei Lavori fino al 31 marzo 2013 compreso, in attesa della pronuncia degli organi giurisdizionali aditi dal Comune di Roma».

La doverosa spiegazione è arrivata dopo il tumulto creato sabato dalla comparsa di un cartello che comunicava (sin da ieri) l'avvio dei lavori per la costruzione del primo invaso della nuova discarica di Monti dell'Ortaccio.

«Il Consorzio Colari – continua la nota di Cerroni – ritiene contestualmente essenziale ricordare a tutti che con il 30 giugno prossimo venturo verrà definitivamente chiusa Malagrotta e che, nonostante tutti gli impianti industriali programmati e operativi, Roma ha assoluta necessità della discarica di servizio dove smaltire sia i rifiuti che per loro natura non possono essere lavorati negli impianti sia i residui di lavorazione degli impianti stessi». I cittadini, però, si erano voluti accertare di persona che le ruspe non sarebbero entrate in azione: ieri mattina, infatti, un centinaio di residenti si erano riuniti sulla collinetta dov'è stato piantato il “cartello delle discussioni” (tra l'altro preso a fucilate nella notte tra domenica e ieri) esponendo anche uno striscione di questo tipo: “La Valle Galeria va riqualificata, mai più discariche”. Un segnale chiarissimo che, però, non ferma la battaglia legale.

Il prossimo 20 marzo il Tar dovrà decidere se l'Aia rilasciata dal commissario per l'emergenza rifiuti Goffredo Sottile, a fine dicembre, contro la quale ha fatto ricorso Roma Capitale, è legittima e se l'immissione nel patrimonio di Roma Capitale di quei 20 ettari di Monti dell'Ortaccio (avvenuto dopo che i proprietari di quelle aree non hanno ripristinato lo stato dei luoghi, come imposto dal Municipio XV) sia stata corretta oppure no, come sostiene il Colari che ha avanzato anch'esso ricorso al Tribunale amministrativo. I tempi, però, potrebbero accorciarsi se l'Avvocatura capitolina chiedesse una sospensiva d'urgenza dell'Aia senza dover attendere fino a mercoledì prossimo. Intanto il cartello fa ancora discutere.

«Non ha base giuridica» ha detto sferzante Gianni Paris, presidente del Municipio XV che ieri ha anche diffidato Colari dal fare interventi di trasformazione delle aree in questione e scritto a Sottile per chiedere di ritirare l'Aia. «Il cartello non è abusivo, ma annuncia un atto che non può avvenire» ha specificato Paris che ha poi rivelato di avere intenzione di porre nella stessa zona un cartello con la scritta “Proprietà comunale” e di avviare un concorso pubblico per decidere come rivalutare quelle aree così martoriate a livello ambientale. «Siamo in attesa di comprendere – ha sottolineato Augusto Santori, capogruppo de La Destra in Municipio XV e componente dell’Osservatorio Ambientale partecipato della Valle Galeria – quando la politica tornerà a decidere, se è vero come è vero che tutti hanno espresso la loro netta contrarietà all’ipotesi di Monti dell’Ortaccio e all’ennesima servitù ambientale di tale impatto nella Valle Galeria».

«Quel cartello è stato un atto violento» secondo il neo deputato grillino Stefano Vignaroli che aggiunge: «Sospettiamo che sia solo un gioco delle parti e che il loro piano sia portare avanti le discariche e la combustione dei rifiuti».  

Tiziano Pompili