Dal Gaia all’Aimeri, le società della provincia sull’orlo del tracollo

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Se a Roma l’emergenza rifiuti resta per lo più legata al “nodo” discarica e alle basse percentuali di differenziata, in diversi comuni della provincia, dove invece il porta a porta ha raggiunto livelli di assoluto rispetto, il grande problema è rappresentato dalle casse “al verde” delle società incaricate della raccolta, che non solo provocano numerosi disservizi ma rischiano di avere serie ripercussioni anche sulla “tenuta” occupazionale delle stesse aziende.

L’ultimo grido d’allarme in ordine di tempo viene da Tivoli dove l’Asa, la municipalizzata che si occupa tra gli altri servizi anche dell’igiene urbana, rischia il tracollo finanziario e recentemente ha dichiarato l’impossibilità di pagare gli stipendi di 150 dipendenti. Una questione che si lega direttamente alla situazione di grande incertezza del governo locale della città, ormai sull’orlo del dissesto.

Questione annosa e di difficile soluzione resta invece quella legata all’Aimeri, da mesi in crisi di liquidità, che dopo la rescissione del contratto col Comune di Pomezia si appresta a ricevere anche quella da parte del Comune di Grottaferrata. Grave inadempienza, questa la motivazione apposta nero su bianco dal sindaco Mori, che ha preso pubblicamente le difese dei dipendenti, ancora in attesa del pagamento delle ultime mensilità, e degli stessi cittadini, che in più di un’occasione avevano segnalato le carenze del servizio.

Scenario simile a Rocca di Papa, dove continuano le agitazioni dei lavoratori per i continui ritardi negli stipendi. Sul litorale le cose non vanno meglio: ad Ardea, ad esempio, gli operai della società concessionaria Igiene Urbana, che gestisce l’appalto per la raccolta dei rifiuti, hanno protestato sotto al palazzo municipale perché non hanno ancora ricevuto stipendio e tredicesima.

In questo caso, però, è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra ditta e Comune, che non vuole corrispondere i circa due milioni di euro richiesti per un servizio porta a porta che in realtà, a detta dell’Amministrazione, non sarebbe mai stato autorizzato. L’unica schiarita sul fronte rifiuti è quella che sembra provenire dal “caso” Gaia.

Nell’incontro di giovedì scorso con il sindaco di Colleferro Cacciotti, il presidente di Lazio Ambiente Spa Vincenzo Conte avrebbe assicurato che entro fine mese ci sarà il tanto atteso passaggio di quote. «Ciò significa – ha commentato Cacciotti – la certezza del salvataggio dei posti di lavoro, per i quali avevamo sostenuto da sempre la nascita della New- Co, realizzata dalla Regione, che ci ha permesso anche di non svendere il consorzio».

Martedì a Colleferro un nuovo incontro per discutere ulteriori dettagli.

dc