Tassa sui rifiuti, i romani pagano sempre di più

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Dalla Tarsu alla Tares passando per la Tia, cambiano i nomi ma non la qualità della gestione dei rifiuti, con la conseguenza di tariffe fuori controllo. Dal 2007 al 2012, a fronte di un aumento medio su base nazionale del +17,1%, i costi nel Lazio sono aumentati del 11,8%, con consistenti incrementi registrati a Roma (+53%).

In attesa della Tares, che si annuncia come un nuovo salasso, non passano indifferenti gli ultimi colpi di coda di Tarsu e Tia, che "salutano" con un incremento del 2,8% su base nazionale rispetto all’anno passato. Un costo di 251 euro a persona per i cittadini del Lazio. A Roma la spesa è stata di 378 euro (invariata dall'anno precedente, +53% negli ultimi 5), a Rieti di 251 (0%, +5%), a Frosinone di 247 (0%, +13%), a Latina di 221 (- 17%, -21%) e a Viterbo di 160 (0%, +15%). La capitale e' al sesto posto in Italia tra i capoluoghi più costosi (Napoli al primo con 529 euro a persona), mentre Viterbo risulta tra i piu' economici.

I dati sono riportati nell'indagine dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, presentata ieri alla stampa. L'analisi dell'associazione ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia italiani (eccetto Pesaro), prendendo come riferimento una famiglia tipo composta da tre persone con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro e una casa di 100 mq. E nel Lazio la situazione è risultata migliore rispetto alla media, che invece ha visto nel 2012 il prezzo per lo smaltimento dei rifiuti aumentare del 2,8% sul 2011 e del 17,1% sul 2007. Citando numeri di Legambiente il rapporto di Cittadinanzattiva ricorda anche alcuni dati del 2011 riguardanti la produzione di rifiuti, che a Roma è stata di 645,7 kg ad abitante (-2,4% rispetto al 2010).

«La ricerca mette in luce due tristi realtà – ha dichiarato Tina Napoli, responsabile politiche consumatori di Cittadinanzattiva – Da un lato, infatti, emerge con tutta evidenza di quanto sempre più la gestione del ciclo dei rifiuti sia emblematica delle tante contraddizioni di cui è vittima il nostro Paese: il servizio non migliora mentre i costi sopportati dalle famiglie sono sempre maggiori. Dall’altro, che l’Italia sconta un ritardo ormai grave e conclamato rispetto al resto d’Europa. Da noi, solo il 34% dei rifiuti urbani viene recuperato, rispetto alla media europea del 40%, e la metà dei rifiuti prodotti finisce in discarica». Il Codacons invita il prossimo Governo a congelare tutte le tariffe. «Tra rifiuti ed Iva- si legge in una nota – si tratta di un incremento di tasse pari a 286 euro, superiore, quindi, alla tanto contestata Imu sull'abitazione principale, con l'aggravante mortale di andarsi ad aggiungere all'imposta sulla casa».

E se ai cittadini costerà più della famigerata Imu, per molti negozi e piccole aziende la stangata Tares sarà anche peggiore. «Tanto pesante da porli in una situazione di grave vulnerabilità » – denuncia Confcommercio.      

Carmine Seta