Figli strappati alla famiglia: scatta la rivolta a Ponte di Nona

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Quattro minori strappati alla loro famiglia. La rivolta del quartiere che urla tutta la sua rabbia contro la decisione del Tribunale. Ma alla fine è la stessa mamma, Angelica, ad arrendersi e lasciare i suoi figli nelle mani delle forze dell’ordine.

E’ successo tutto ieri mattina, alle case popolari di Ponte di Nona. Quando i vigili sono arrivati per prelevare i quattro figli di Angelica, due bambini e due bambine con età che vanno dai due ai sei anni, i residenti sono scesi in strada per protestare. Grida e cori contro le istituzioni, gli assistenti sociali, le forze dell’ordine. I vigili pero’ erano già entrati in casa di Angelica, che si trova agli arresti domiciliari, e dopo una lunga trattativa l’- hanno convinta a lasciare andare i suoi figli in una casa famiglia a Monteverde.

E’ stata lei stessa ad annunciarlo, in lacrime, a tutti i cittadini che nel frattempo si erano riuniti sotto casa sua, circa una trentina. ‹‹Il Tribunale ha emesso un decreto provvisorio di sospensione della potestà genitoriale a causa di un presunto stato di abbandono in cui vivevano i bimbi; – spiega la signora Rocchetti, avvocato di Angelica – devo leggere ancora bene le carte ma mi sembra strano, anche perché il soggetto in questione ha una rete familiare idonea, due sorelle e la madre››.

E se Angelica, ancora confusa, preferisce non dire niente, a parlare è proprio la nonna Anna, che si scaglia contro gli assistenti sociali: ‹‹Anziché aiutare calunniano. Lo fecero con me già nel 2001, e ora mi hanno fatto un’altra denuncia e mi hanno dichiarato non idonea. Eppure i bambini, che erano affidati a me, stanno bene, sono puliti, sani, socievoli. Su che basi dicono che non sono idonea se sono venuti a vedere i bambini solo una volta in sei anni?›› C’è da dire che non è stata usata la forza, i vigili si sono comportati umanamente e hanno persuaso la madre a desistere. ‹‹Abbiamo convinto i bambini dicendo loro che li portavano a giocare, alle giostre››, spiega la nonna Anna.

Ora è tutto rinviato al 14 marzo, quando ci sarà l’udienza per il riaffido temporaneo dei minori. E probabilmente in tribunale ci sarà anche Ponte di Nona, che oggi è scesa in strada per difendere Angelica. ‹‹Quando sono arrivato c’erano già una trentina di persone che volevano fare ostruzionismo, ma i vigili erano già entrati››, dice Paolo Armillotta del comitato di quartiere “Popolo di Ponte di Nona”. Che spiega così la furia dei cittadini: ‹‹Il quartiere insorge perché i residenti si sentono abbandonati. Vedono le istituzioni solo quando c’è da fare uno sgombero o c’è da mettere in atto un provvedimento del genere. Le istituzioni devono fare di più››.

Davide Lombardi