Una giunta nuova per non cadere

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Obiettivo: approvazione del riequilibrio di bilancio ed evitare il commissariamento del Comune. Nei corridoi di Palazzo San Bernardino qualcosa si sta muovendo per evitare che l’Amministrazione Gallotti vada a casa anzitempo. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma indiscrezioni, sempre più insistenti, danno il sindaco all’opera per l’azzeramento e il conseguente rimpasto di Giunta,  come chiesto pure dal coordinamento cittadino del Pdl. E dalle stanze che contano avanzano già quali saranno i passaggi. Il primo a essere spostato sarà l’assessore più discusso in questo momento, quel Marino Capobianchi in forza alla Udc che al Bilancio ha sollevato non poche polemiche, tanto che il documento finanziario, così come è, non è ancora stato approvato. Voci lo darebbero assegnato ai servizi sociali, al suo posto direttamente dalle Politiche del territorio Giorgio Strafonda (Pdl), poi, il primo cittadino terrebbe per sé la carica di vicesindaco e la delega all’Urbanistica. 

Ma per vedere cosa accadrà è ancora questione di giorni, dicono i bene informati. Intanto si sta lavorando alla convocazione del prossimo Consiglio comunale nella speranza che possa essere seduta utile all’approvazione del riequilibrio di Bilancio. Al documento appare chiaro, verrà apportata qualche modifica, il primo cittadino lunedì mattina ha chiesto il rinvio al 24 ottobre, solo qualche giorno prima della scadenza indicata dal Prefetto nella lettera inviata a Palazzo San Bernardino il 6 ottobre scorso.  E critiche all’operato dell’Amministrazione Gallotti continuano ad arrivare dalla opposizione. «Oggi – ha detto il capogruppo del Pd Francesco Luciani – siamo pronti a proporre  una mozione di sfiducia al vaglio del Consiglio comunale, ma – ha aggiunto Luciani – siamo anche pronti a votare tutto ciò che di utile riteniamo possa essere fatto a sostegno dei cittadini, ciò non significa che siamo la spalla di Gallotti al quale diciamo ancora una volta vergogna per non essere riuscito a fare nulla per il comune attualmente allo sbando e abbandonato a se stesso». 

 Adriana Aniballi